Ci sono alcune cose che proprio non riusciamo a capire. Oltre 65 mila frontalieri in Ticino, con un incremento altissimo di questi lavoratori esteri. Poi spulci le cifre e ti rendi conto che il ticinese medio ha sempre più difficoltà a stare a galla e di salari minimi dignitosi nessuno ne parla. Sia chiaro che se vi sono così tanti frontalieri segno che qualcuno li chiama perché ha interesse a dar loro lavoro. Paghe versate a mano, dunque incontrollabili e di certo si dubita non rispettose dei CCNL, mano d’opera affamata di lavoro e disposta a tutto perché dall’altra parte vi è solo fame e povertà per la maggior parte della popolazione. I nostri ricercatori USI, a volte anche loro frontalieri finanziati con investimenti milionari, che escono con ricerche che gridano vergogna. Ieri un ricercatore, chiamarlo tale ci vuole coraggio, afferma che il Ticino ha dimostrato di aver passato il periodo nero di crisi in quanto in grado di creare posti di lavoro. E’ chiaro che ricercatori finanziati con soldi pubblici non potranno lasciarsi andare a considerazioni che siano contro il sistema. USI e SUPSI due istituzioni assolutamente inutili, una crea gruppi di lavoro e di ricerca inutili a costi elevatissimi e l’altra, la seconda, crea un esercito di disoccupati. Se poi guardiamo i riconoscimenti di questi istituti scolastici ci renderemo conto dell’assoluta inutilità di simili strutture. Tutti questi milioni che vengano usati per la base delle nozioni, pensiamo asilo nido, elementari e medie e liceo per preparare i nostri giovani a spiccare il volo nel mondo in università degne di tali nomi. Se poi ogni direttore di dipartimento educazione deve lasciare il segno per i posteri, questa è un’altra questione.
Di fatto, basta girare in mezzo alla gente a costo di un birrino, per capire che i frontalieri aumentano e non lasciano un centesimo sul territorio che permette loro di vivere come dei borghesotti a casa loro e che molti ticinesi perdono il lavoro, o sono malpagati o fruiscono poi dell’assistenza. Ma grazie a questi studi, per le nostre autorità tout va bien madame la marquise!!!
Qui no si tratta di fare guerre sterili tra sindacati e padroni, ma di trovare i compromessi di coscienza da entrambi i lati per ripartire con il lavoro prima ai residenti e poi se vi fosse un esubero con lavoratori esteri.
Non ci si venga dire che su 20 mila disoccupati, e diciamola tutta su centomila residenti in difficoltà non vi siano persone qualificate per lavorare e si deve attingere ad altri lavoratori? Questa è una barzelletta che vogliono propinarci dall’alto a cui noi non crediamo!!! (ETC/rb)
Senza calcolare come questo spostamento giornaliero di lavoratori creano traffico, problemi di mobilità e smog intaccando la salute di chi vive sul territorio!