È un bilancio più che positivo quello tracciato da Ticino Turismo al termine della campagna straordinaria per l’apertura di AlpTransit. Le varie azioni intraprese dal 2015 a oggi hanno contribuito al rilancio del settore. L’aumento del numero di pernottamenti alberghieri registrato nei primi dieci mesi del 2017 (+ 7,7%), che ha interessato tutte le regioni del Cantone, rappresenta il miglior risultato degli ultimi sette anni.
Leggere tutto il comunicato stampa sul sito di icino Turismo: http://mailchi.mp/ticino/comunicato-stampa_bilancio-campagna-alptransit?e=b71cf76101

E’ assolutamente giusto ralleggrarsi di queste nuove opportunità di mobilità che avivcinano il Ticino al resto della Svizezra. Ma semplicemente affermare che il turismo, peernottamenti, sono aumentati del 7% e che negli ultii sette anni questo 2017 è risultato il migliore, è fare interpretazione molto demagogica di chi deve giustificare i milioni spesi in marketing ai vari politici. Basta infatti per i politici parlare di Turismo che tutto poi deve venir accettato, anche i flop. E’ evidente che gli imput di Alptransit hanno generato maggiori visite e anche gli imput innovativi del direttore Frapolli hanno migliorato un quadro turistico che negli utlimi anni era diventato una palla al piede di chi gestiva il turismo, sia a livello cantonale, regionale e comunale. Negli ultimi venti anni, quando le cifre erano in rosso, non dimentichiamoci che in 20 anni si sono persi ca. 1 milione di pernottamenti! e ad ogni assemblea annuale dei vari enti turistici regionali, il ritornello era sempre il solito: imprenditori poco reattivi, cattiva meteo, mobilità difficoltosa, mancanza di acocglienza nei vari ritrovi pubblici.

Si dimentica, e premesso che gli imput dati dal direttore Frapolli sono stati basilari epr un rilancio del turismo del nostro cantone, che in questi ultimi due anni la meteo è stata straordinaria, questo ha permesso un incitamento a passare le ferie, o periodi dalle nsotre parti, il sud della Svizzera dove il sole e lo stile latino la fa da padrone. Parliamo di turismo e le cifre vanno inesorabilmente sui pernottamenti in estate. Non pensiamo che i pernottamenti siano l’unico sistema per misurare la salute del turismo. Se pensiamo agli utlimi due inverni sulle piste, meteo scusante nuovamente, le cifre sono state catastrofiche, talmente catastofiche che i responsabili si sono rifiutti di dirle (trasparenza poca). Questa situazione negativa per l’inverno a partorrito qualcosa di buono! Bisognava proprio toccare il fondo per reagire? I vari responsabili hanno forse capito che non solo di neve è fatto l’inverno, ma di cultura, di eventi, di proposte del tempo libero che invogliano comunque la gente ad andare in montagna per degli attimi fantastici di detox. Se facciamo riferimento all’alto Ticino molto deve essere ancora fatto: parliamo di musei chiusi, di uffici regionali del turismo non aperti nei giorni festivi e alla sera almeno nei periodi dove ragionevolmente sarebbe opportuno essere aperti, di mobilità inefficiente e via dicendo. A fronte dei miglioramenti dovuti a stimoli interessanti e a meteo accattivante, non ci vengano a dire che di colpo gli imprenditori privati del turismo hanno modificato il loro approccio al turista: a noi proprio questo non sembra, salvo eccezzioni.
Queste cifre ufficiali che ci hanno sciorinato sono una base di partenza e una base per sensibilizzare che lavorare nel turismo potrebbe essere interessante e potrebbe portare anche in regioni discoste e mal servite un interessante indotto, ma dobbiamo renderci conto che anche in queste regioni bisogna darsi una mossa completamente diversa da cosa si è fatto in queti ultimi anni. A fronte di campagne fantastiche, pensiamo magic Winter Bellinzona e alto Ticino, troviamo i privati attori sul territorio che ancora vogliono viaggiare individualmente in un campo importante: marketing. Se finalmente il pubblico inizia a mettere mezzi economici importanti mirati, dall’altra parte i privati (pensiamo a responsabili di impianti invernali ed estivi, albergatori, ritoratori, fondazioni che gestiscono i musei e via dicendo) dovrebbero finalmente cogliere questi input che povengono dal pubblico per vincere finalmente unsa sfida. Assieme si può. Purtroppo stiamo ancora in mentalità retrograda dove si preferisce fare i passetti individuali, uno in avanti e due indietro, quando se invece ci si facesse una dose di umiltà e di unione, anche le regioni di montagna che fino ad oggi hanno dififcoltà, potrebbero esplodere. La via è segnata, ora spetta ai privati cogliere l’attimo … (ETC/rb)