Mai come il dopo Covid19 fa venire a galla i problemi che già prima si trascinavano, ma erano tamponati da sostegni statali particolari e minimi a livello di numeri ma importanti come finanze pubbliche. Le polemiche di tenere chiuso il confine per evitare che molti scappino oltre per far la spesa è un sistema di sottomissione violenta che non risolve il problema. Prima o poi le frontiere arriveranno. Invece durante il Covid19 lo Stato ha messo a disposizione tantissime risorse economiche a favore delle aziende, in particolari quelle con tanti dipendenti, dimenticandosi un pochettino dei piccoli commercianti, delle aziende di famiglia, degli artigiani e di piccolissimi imprenditori che erano già in difficoltà prima e che ora rischiano di non riaprire. Mettiamoci nei panni del dipendente che riceverà per tre mesi di chiusura solo l’80% dello stipendio e non ha la garanzia del posto di lavoro, la situazione risulta essere drammatica per molti. Lo Stato da subito, invece di dare bricciole ai piccoli e fette di pane ai grandi, poteva e doveva accollarsi le spese di luce, affitti e quant’altro delle famiglie. Se lo Stato fosse in grado di prevalere sulle dinamiche dell’economia, non si farebbe mettere il bavaglio e non dovrebbe avere paura delle frontiere aperte. Perché lo Stato avrebbe garantito lavoro per tutti e stipendi dignitosi tali da poter spendere in loco senza dover rivolgersi altrove ed essere tacciati pure di criminali e attentatori al benessere comune territoriale. Un genitore sposato e con due figli adolescenti, che guadagna fr 4500 netti al mese (non sono molti che portano a casa queste cifre, questo dovrebbe farci pensare molto) deve dedurre costi di affitto (1600), cassa malattia con sussidio (320), Telefonie ed internet senza strafare (300), leasing della vetturetta che usa per andare a lavorare (300), RC auto (100), benzina e riparazioni varie auto (400), abbonamenti bus per i figli che studiano (260), Luce e assicurazioni varie (200), farmaci vari per acciacchi leggeri (100), vestiti in genere per tutti (200), alimentari e prodotti pulizia per casa (900), tasse (100) e spese impreviste come dentista, riparazioni varie, ecc. (400).
La matematica non è un’opinione: come facciamo a criminalizzare questo genitore che non ce la fa e si rivolge altrove per gli acquisti? O si cerca di trovare le soluzioni a casa nostra, con politica ed economia seduti ad un tavolo per un nuovo patto sociale vero, lasciando perdere le ideologie partitiche che hanno sempre distrutto quello che di buono la politica pura riesce a fare, oppure non lamentiamoci se il paese affonda. Di soldi ve ne sono e lo abbiamo visto durante il Covid19 dove il Governo ha veramente messo sul tavolo miliardi cercando di fare il meglio in una situazione sconosciuta. Ora si tratta che tutte le forze presenti in campo, ripetiamo, politica, economia, datori di lavoro, sindacati e lavoratori puntino al benessere dello Stato in ogni sua forma. Se non riescono a fare ciò, la smettano di colpevolizzarci se poi ogni tanto, anche spesso, scappiamo a fare gli acquisti altrove! E non mi addentro in tematiche dove sarebbe troppo facile puntare il dito e tutti sappiamo a cosa intendo. E’ importante che comperiamo a casa nostra ed è altresì importante che mettiamo la popolazione nella condizione di far girare l’economia di casa nostra. Altrimenti non lamentiamoci se affonderemo!
Faido, 9 giugno 2020, ETC/rb