Il gruppo di lavoro “Territorio e ungulati” contesta la mozione dei Verdi del Ticino
NO a una tassa sul vino e al blocco dei nuovi vigneti in collina
Il gruppo di lavoro” Territorio e ungulati”, dopo aver preso atto della mozione del deputato dei Verdi del Ticino Francesco Maggi, “Convivenza pacifica tra i viticoltori e gli ungulati” si fa portavoce delle associazioni che operano sul territorio ed esprime alcune considerazioni.
Premessa
La sovrappopolazione degli ungulati causa ingenti danni (diretti e indiretti) all’agricoltura, alla viticoltura, ai proprietari dei boschi e dei pascoli alpestri così come a tutti i cittadini del Canton Ticino.
Inoltre ostacola la cura appropriata del territorio e quindi ha anche rilevanti ripercussioni per l’economia ed il turismo ticinesi. Questa situazione porterà̀ ad un abbandono progressivo del territorio agricolo e prativo.
Gli effetti dell’eccessiva pressione degli ungulati sul bosco sono difficilmente quantificabili a corto termine; essi tuttaviaperò compromettono chiaramente il suo rinnovo ed il ringiovanimento naturale.
Questo problema è particolarmente grave per quanto riguarda specificatamente i boschi con funzione protettiva diretta (oltre 56’000 ettari). Inoltre la componente della bellezza paesaggistica del territorio è chiaramente intaccata con la costruzione di recinti e barricate di vario genere. Contemporaneamente i fondi del Cantone per i risarcimenti sono esauriti, considerando anche che per i danni causati dalla selvaggina non ci sono contributi federali.
Questi sono in sintesi i contenuti del rapporto che il gruppo di lavoro “Territorio e ungulati” ha trasmesso alle autorità politiche per rendere nota una situazione più grave e critica di quanto si potesse supporre, al fine di sollecitare l’adozione di provvedimenti adatti ad arginare il problema.
Presa di posizione
La mozione dei Verdi non centra il bersaglio: il gruppo di lavoro “Territorio e ungulati” auspica degli interventi su tutto il territorio, e non solo per la viticoltura. Per gravare in minor misura sui contribuenti, con la mozione si propone di costituire un fondo per i risarcimenti alimentato dagli stessi produttori, mediante un prelievo sulla vendita del vino. Questa proposta non può essere certo accettata dai viticoltori, i quali chiedono solo di poter raccogliere il frutto del proprio lavoro, senza dover dipendere dalle sovvenzioni. Rammentiamo che attualmente, per risarcire i danni diretti e indiretti stimati a circa 2 milioni di franchi all’anno, occorrono almeno 40 centesimi per ogni litro di vino. La maggior parte dei danni pesano sulla viticoltura di collina, dove operano dei produttori che fanno già fatica a coprire i costi di produzione e i piccoli viticoltori, i quali sul reddito viticolo pagano le imposte e l’AVS e non percepiscono nemmeno i contributi diretti. Infine, questo principio del paga da te dovrebbe essere applicato anche agli altri settori che causano spese allo Stato per l’indennizzo dei danni e la protezione delle colture. Di conseguenza si dovrebbero pure prelevare dei contributi sul pane, sugli ortaggi e sul legno. E perché no, visto che annualmente si verificano oltre 500 incidenti stradali e ferroviari causati dal sovrannumero di ungulati, chiedere anche a tutti gli automobilisti e agli utenti della rete ferroviaria di contribuire ad un fondo volto ad indennizzare le assicurazioni e le FFS ….!
L’interrogante chiede pure al Consiglio di Stato di bloccare l’impianto di nuovi vigneti nelle vicinanze del bosco. I viticoltori sono avversi anche a questa misura, che non considera la specificità del vigneto ticinese. Infatti, i vigneti che rappresentano un patrimonio storico con maggior vocazione qualitativa e interesse paesaggistico si trovano in collina e si trovano nelle immediate vicinanze del bosco, che non arresta il suo avanzamento. La conservazione di questi ronchi è già minacciata dalla cementificazione e sovente dal difficile avvicendamento generazionale. Dove è ancora possibile, l’insediamento di nuovi impianti collinari è indispensabile per compensare la perdita di superficie viticola persa a causa dell’edificazione e permette fra l’altro di limitare l’espansione della viticoltura sul piano. Si sottolinea inoltre che il Ticino è l’unico Cantone in Svizzera dove sia l’impianto che l’ampliamento di vigneti sottostanno al rilascio di una licenza edilizia, da richiedersi alle autorità comunali, e di autorizzazione da parte della Sezione dell’agricoltura per quanto concerne l’idoneità alla coltivazione.
Chi ogni giorno lavora sul territorio è consapevole che i danni causati dalla selvaggina non saranno mai totalmente inevitabili, ma auspica che possano essere riportati entro valori tollerabili, mediante l’adozione di misure più efficaci di quelle proposte in questa mozione e applicando la legislazione vigente in materia.
Gruppo di lavoro “Territorio e ungulati”