La città di Lugano e i commercianti con esercenti stanno adottando alcune misure. Diciamo che a metterci del loro è praticamente la città che accetta che i ristoratori possano abbellire il loro locale anche all’esterno su suolo pubblico senza far pagare nessuna quota di usufrutto. Così come i parcheggi saranno gratuiti o a prezzo di favore per i clienti. Raggiungere il centro con i mezzi pubblici sarà vantaggioso. Questa la città di Lugano. Piccoli palliativi per cercare di favorire, ma…
Il problema dei commerci e degli esercenti non è solo in queste facilitazioni. Probabilmente non cambierà nulla. Raggiungere i centri, e qui pensiamo alle cittadine del Cantone, è sempre più problematico, i prezzi della merce dei negozietti risulta essere sempre troppo alto, oppure “merciaccia” a prezzi da sballo. Idem e companatico per gli esercenti.
In particolare nei grandi centri urbani, gli affitti sono sproporzionati, leggasi chiusure di bar storici a Bellinzona, ma non solo. I proprietari di immobili chiedono affitti improponibili, seppur i tassi ipotecari siano da anni ai minimi storici. Affinché il commercio al dettaglio e i ristoranti tornino ad essere quelli di una volta, luoghi di incontro, di acquisti e di benessere economico, veri motori dell’economia locale tante sono le condizioni affinché si possa nuovamente respirare. Tutti dobbiamo fare clic e cambiare: i proprietari di immobili, i prezzi proposti, facilitazioni della mobilità, gli imprenditori stessi. Accogliere, proporre, consigliare e importantissimo tema corrispondere salari dignitosi, da permettere ai nostri dipendenti di comperare prima dai nostri imprenditori. E’ una catena che va assolutamente chiusa.
Inutile che le varie categorie gridino e si infervoriscono se vedono le targhe TI in Italia. Forse dovrebbero fare una pensata. E dovrebbero essere coerenti. Loro, proprietari di piccoli commerci o ristoranti, dove fanno la spesa? Ve lo diamo per certo sono molti che lasciano sotto il tappeto la coerenza.
Il problema dei piccoli negozietti, di città ma anche di paese, non va visto unilateralmente solo da una parte. Avere facilitazioni, sussidi e quant’altro va bene, ma dall’altra parte bisogna poi agire di conseguenza con accoglienza, prezzi ragionevoli e stipendi dignitosi. Tutto concorre a rendere attrattivo il nostro paese, ma tutti dobbiamo impegnarsi affinché ciò accade.
Perché continuare a vittimizzare quelle famiglie che vanno in Italia a comperare alimentari e altro, quando quelle stesse famiglie se hanno ancora il lavoro, lo hanno a stipendi “da fame”, che le obbligano gioco forza ad andare in Italia. Noi non vittimizziamo quelle famiglie, ma speriamo che la politica, grande ruolo ma…, incominci a reagire seriamente e non con i soliti cerottini o con gli studi inutili di ricercatori inutili di una inutile SUPSI e USI.
Tutti dobbiamo interagire per il bene del nostro paese! (ETC/rb)