I conti AET 2012 vanno respinti al mittente
I Verdi lo avevano previsto: il carbone pesa sui conti dell’azienda elettrica ticinese
Sui conti dell’azienda iniziano a farsi sentire i costi della partecipazione alla centrale a carbone di Lünen
L’esercizio 2012 dell’Azienda elettrica ticinese si chiude con un utile superiore ai 21 milioni di franchi. Tuttavia le perdite generate da alcune partecipate continuano a pesare sugli utili e le previsioni per gli esercizi futuri non lasciano spazio all’ottimismo. L’Azienda elettrica cantonale potrebbe addirittura chiudere i bilanci 2014 e successivi nelle cifre rosse, soprattutto a causa della contestata partecipazione alla centrale a carbone di Lünen. Per questi motivi il gruppo dei Verdi non voterà i conti 2012 di AET.
La centrale a carbone di Lünen, entrata in esercizio a fine 2013, produce energia elettrica a costi nettamente superiori a quelli del mercato. Siccome le aziende che partecipano alla società, come AET, sono obbligate a ritirare tutta l’energia prodotta a costi di produzione, il deficit economico della centrale viene ribaltato sulle aziende. Per l’anno contabile 2014 i conti AET potrebbero registrare perdite dell’ordine di 16 milioni secondo le stime del CEO di Trianel, società proprietaria della centrale. A causa di queste ingenti perdite i conti AET per il 2014 e per gli anni successivi potrebbero addirittura chiudere in rosso, privando le casse del Cantone di un importante contributo e quindi danneggiando indirettamente tutti i contribuenti ticinesi.
I Verdi ritengono opportuno ricordare che il Messaggio 6091 del Consiglio di Stato del 9 luglio 2008 riteneva le partecipazioni nelle centrali a carbone “essenziali per garantire al Ticino un approvvigionamento sicuro e competitivo”. Il messaggio prevedeva addirittura un investimento in due tappe. La prima, di 22 milioni di euro (pari a 35 milioni di CHF di allora), per acquisire la quota del 15.7% della centrale di Lünen, la seconda, pari a ulteriori 34 milioni di euro, per un progetto analogo a Uerdingen. Quest’ultima partecipazione, se concretizzata, avrebbe causato ulteriori ingenti perdite ad AET. Il secondo investimento è stato bloccato in seguito al lancio da parte dei Verdi dell’iniziativa ‘Per un’AET senza carbone’ che ha reso impossibile ulteriori partecipazione dell’azienda nel carbone.
L’azienda deve quindi ringraziare i Verdi, senza i quali oggi essa navigherebbe in acque burrascose
a causa dei massicci investimenti nel carbone. Ai Verdi rimane comunque il rammarico che
Governo e AET non abbiano sfruttato la clausola d’uscita che prevedeva la possibilità di cedere le
partecipazioni alla centrale di Lünen senza penali entro il 31 dicembre 2010.
In sintonia con gli indirizzi della politica federale e cantonale, i Verdi sono convinti che AET, per
garantirsi un futuro, debba ulteriormente concentrarsi su una politica ambientale di alto profilo.
Questo presuppone:
1. La cessione delle partecipazioni nucleari
2. La cessione degli impianti ad olio di palma
3. Sganciarsi appena possibile dalla partecipazione alla centrale di Lünen
4. Una maggiore attenzione verso il risparmio energetico e l’efficienza
5. Maggiori investimenti nelle energie rinnovabili, soprattutto nel solare
6. Investimenti nelle reti di distribuzione intelligenti e nei sistemi avanzati di stoccaggio
dell’energia (batterie, aria compressa, ecc…)
7. Una strategia volta al recupero delle acque (riversioni)
8. Il risanamento immediato dei deflussi minimi secondo l’art. 80 della Legge fed. sulla
protezione delle acque
9. L’attuazione delle misure di risanamento dei corsi d’acqua a carico di AET previsti nella
pianificazione 2014 in base alla nuova ordinanza sulla protezione delle acque (libera
migrazione dei pesci, trasporto solido, riduzione delle punte dei deflussi massimi e
minimi, rinaturazioni).
Per domande o interviste:
Francesco Maggi, capogruppo dei Verdi. Cellulare 078 791 68 56