Oggi a Biasca l’ennesima sconfitta del progetto Biasca, ambizioso e benedetto dalla lega nazionale, tanto che per tre anni non vi sarà relegazione. Un progetto voluto più di tutti dall’HCAP che ha voluto coinvolgere l’HCL, e anche i GDT di Bellinzona. A Biasca oggi erano presenti 288 spettatori, un numero esiguo che non permette a medio termine la continuazione di questo progetto. Consideriamo che lo stadio a Biasca ha una capienza dichiarata di 2658 posti. Nel comitato presenti tre persone del nuovo HCBiasca, tra cui il presidente Mottis già vice presidente comitato HCAP, 2 membri area HCAP e uno a testa per HCL e GDT. Questi numeri lasciano presagire quello che si è voluto nascondere. Al club leventinese compete maggior parte degli oneri finanziari, mentre HCL finanzia il vice allenatore e GDT non sappiamo bene cosa ci fanno. Un progetto iniziato con un allenatore capace e caparbio come lo è Luca Cereda e un direttore sportivo nella persona dell’ex. Capitano HCAP, Paolo Duca, che dopo tante sconfitte, con un duro lavoro e molta competenza hanno portato l’HCBiasca nella sua prima stagione di B, senza acquisti di stranieri, a pochi punti dai Play-off con un bottino finale di 40 punti con dodici partite vinte di cui 3 ai supplementari e ben sette perse sempre ai supplementari. Un risultato sportivo straordinario e un progetto interessante e unico nel genere in Ticino. Poi le vicissitudine dell’Ambri Piotta, la squadra che di fatto comanda l’HC Biasca detenendo il 51% del pacchetto azionario, visto la situazione ad Ambri ha chiamato proprio la coppia Cereda e Duca alla testa dello staff tecnico del blasonato Ambri Piotta. I due stanno facendo, e non ne avevamo dubbi, un ottimo lavoro con l’Ambri Piotta. A pagarne le conseguenze giocoforza il Biasca che ha dovuto ingaggiare un nuovo allenatore, Cadieux Jan e un aiuto coach (questo proposto e finanziato da HCL). Il progetto ha perso due pedine basilari per avere un seguito sia sportivo che emotivo e vedersi ancora più in difficoltà nella identificazione del progetto sul territorio. Ora si trovano ultimi in classifica dopo 31 partite e con soli 18 punti lontani di ben 12 punti dalla penultima. (estrapolando con i risultati della passata edizione mancherebbero 8 punti).
Con queste considerazioni, senza più una connotazione di staff tecnico legato al territorio, con soli 288 spettatori a partita (la media sarà giù di lì) senza alcuna viabilità in televisione, con chi detiene la maggioranza del pacchetto azionario che genera debiti annuali per la propria gestione di oltre 1,5 mio., ci chiediamo che futuro avrà questo progetto, ambizioso e importante per i giovani talenti ticinesi che non trovano ancora spazio nei club che vanno per la maggiore. Considerando che ancora questa stagione e la prossima stagione si verrà graziati dalla relegazione ma poi sarà il ghiaccio a sancire l’eventuale mantenimento del posto o la relegazione. Capiamo anche gli sponsor che difficilmente daranno più soldi per questo progetto, proprio perché la Swiss League non ha praticamente alcuna visibilità che possa stimolare nuovi sponsor a sostenere questo club.
La difficoltà è anche emotiva in quanto in Ticino vi sono due club e due fedi, i bianconeri e i bianco blu e ancora difficile che questi tifosi diventino tifosi del Biasca. Anche perché questo HC Biasca non è proprio super partes e questo crea ancora una difficoltà maggiore.
D’altra parte avevamo chiesto ai responsabili media di inviarci eventuali loro comunicati, commenti alle partite con fotografie ma questa è rimasta una parola nel vuoto… (magari attivarsi anche con la comunicazione)
Peccato veramente perché per i nostri giovani talenti questo progetto poteva essere qualcosa di unico e straordinario! (ETC/rb)