L’Orchestra della Svizzera italiana più che mai prestigiosa ambasciatrice culturale nel mondo: un nuovo successo è arrivato mercoledì 16 ottobre a Salisburgo, dove l’OSI era invitata a esibirsi nella leggendaria Grosses Festspielhaus. Sul podio il Direttore principale Markus Poschner, mentre solista era il grande flautista ginevrino Emmanuel Pahud. Ieri sera, il concerto è stato riproposto fra gli applausi al pubblico ticinese, come secondo appuntamento della stagione OSI al LAC.
Una serata, quella di Salisburgo, in cui si è suonato «con il massimo impegno immaginabile», con un direttore come Markus Poschner che si distingue per la conoscenza dell’universo bruckneriano, avendone appena realizzato – unico direttore in molti anni – l’incisione delle undici Sinfonie in tutte le loro versioni (per l’etichetta Capriccio – Naxos), un’orchestra i cui musicisti sono stati ricoperti di lodi, dal primo flauto al primo corno, ai contrabbassi («La flautista prima parte e la sua collega al primo corno sono state pienamente all’altezza dell’affermazione di Robert Schumann “Il suono del corno è l’anima dell’orchestra”. Per non parlare della base dei quattro contrabbassi»), infine un solista magnifico – Emmanuel Pahud – dalle «stupende capacità» nella ventina di minuti del brano concertante per flauto e orchestra Dreamtime di Philippe Hersant. Sono alcuni estratti delle prime recensioni apparse su quotidiani e siti web austriaci dopo il concerto di mercoledì 16 ottobre (alcuni brani sono riportati in lingua originale al termine di questo comunicato stampa).
Parole che confermano quanto la serata sia stata apprezzata da un pubblico esigente come quello della prestigiosa Grosses Festspielhaus, gremita in ogni ordine di pubblico: l’Orchestra della Svizzera italiana vi ha raccolto applausi scroscianti e insistenti richieste di bis, cui ha risposto con l’Entr’acte dalla Rosamunde di Franz Schubert.
La Tournée a Salisburgo era sostenuta dall’Associazione degli Amici dell’OSI (AOSI ed è stata seguita anche da un folto gruppo di appassionati ticinesi, una quarantina di soci del Club Rete Due che erano presenti alla serata.
Il pubblico della Svizzera italiana, da parte sua, ha potuto ascoltare il concerto ieri sera, giovedì 17 ottobre nell’ambito della stagione OSI al LAC con i medesimi artisti protagonisti. Unica differenza, un brano per flauto solo del compositore ginevrino Michael Jarrell, Le point est la source de tout… (Epitome II), che ha sostituito l’iniziale ouverture dell’Egmont di Ludwig van Beethoven proposta a Salisburgo.
La Tournée salisburghese fa seguito, tra le altre, alla grande tournée primaverile in Germania (ad aprile 2024) e si inserisce in un fitto calendario di nuovi appuntamenti previsti all’estero o nel resto della Svizzera nei prossimi mesi: solo per fare qualche esempio, sabato 23 novembre l’OSI sarà con Martha Argerich e Charles Dutoit allo Stadtcasino di Basilea, a febbraio 2025 è prevista una tournée a Linz e Lubiana con tappa intermedia a Pordenone, con il violinista Ray Chen e la direzione di Tabita Berglund, mentre Markus Poschner tornerà a guidare l’OSI in tournée all’estero ad aprile, a Monaco di Baviera (alla Isarphilharmonie) e a Zagabria, nonché l’11 maggio 2025 al KKL di Lucerna.
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L’OSI ringrazia tutti i suoi finanziatori e sponsor, in particolare la Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, la Città di Lugano, i Comuni dell’ERSL, l’Associazione degli Amici dell’OSI (AOSI), lo sponsor principale BancaStato e il Cantone dei Grigioni.
L’OSI è l’Orchestra residente al LAC. L’OSI è inoltre riconoscente al proprio main partner RSI – Radiotelevisione svizzera per il costante sostegno e la regolare diffusione radiofonica.
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Sito web Drehpunkt Kultur (www.drehpunktkultur.at), giovedì 17 ottobre 2024.
Critico Horst Rieschenböck
«Die zwanzig-minütige Tondichtung knüpft archaisch an die australischen Aborigines an, in der für Hersant charakteristisch post-impressionistischen Klangsprache im Weiterspinnen von Claude Debussy ohne historischen Kontext, jedoch primär Naturklängen. Vogelstimmen bis in Terzette mit beiden Flöten im Orchester hinein, in unterschiedlichen Klangfarben nachsinnend. Ideal, wirkungsvoll und dankbar für das stupende Können des fast unentwegt beschäftigten Solisten».
«Das änderte am Gesamteindruck nicht übertrieben viel, vor allem da im vorliegenden Fall denkbar höchst engagiert musiziert wurde. Etwa von der Soloflötistin und ihrer Kollegin am Solohorn, die der Aussage Robert Schumanns „Der Klang des Horns ist die Seele des Orchesters“ vollends entsprach. Und das ging bis in die ansehnliche Basis des Kontrabass-Quartetts hinein.
Was kann, darf nach so einem grandiosen Werk, das an sich die Natur reflektiert, noch gespielt werden? Markus Poschner wusste die Antwort: „Nur Franz Schubert!“ Er entließ die begeisterten Zuhörer mit dessen Zwischenaktmusik aus Rosamunde in die laue Herbstnacht».
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OSI in Tournée
Salisburgo (Austria), Grosses Festspielhaus
Mercoledì 16 ottobre 2024 ore 19.00
Orchestra della Svizzera italiana
Markus Poschner direttore
Solista Emmanuel Pahud flauto
Ludwig van Beethoven Egmont ouverture op. 84
Philippe Hersant Dreamtime per flauto e orchestra
Anton Bruckner Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore Romantica
Con il sostegno di AOSI