La nuova legge sul CO2 costa molto e non porta a nulla. Genera solo più burocrazia, divieti e disposizioni nonché nuove tasse e imposte. Anche senza detta legge la Svizzera è comunque un modello esemplare in termini di politica climatica. Per questo motivo un comitato economico su base ampia, a cui appartengono associazioni di vari settori, ha deciso di lanciare un referendum.
La nuova legge sul CO2interviene in modo così forte nella politica energetica svizzera che è indispensabile dare l’ultima parola alla popolazione votante. Il comitato economico di ampia rappresentanza contro la legge sul CO2, di cui fanno parte i rappresentanti del settore automobilistico, dei trasporti, dell’aeronautica, edilizio e petrolifero, intende proprio impegnarsi a tale scopo. Per questa ragione ha lanciato un referendum contro la nuova legge sul CO2. Gli impianti di riscaldamento a olio combustibile e a gas saranno vietati. Con la nuova legge sul CO2, sarà effettivamente vietato installare nuovi impianti di riscaldamento a olio combustibile e a gas. In futuro, saranno invece prescritti sistemi di riscaldamento rinnovabili, come le pompe di calore, indipendentemente dal fatto che siano o meno tecnicamente ed ecologicamente sensati. Costi elevati per la popolazione e per l’economia. La nuova legge sul CO2aumenta il prezzo della benzina e del diesel di 12 centesimi al litro. La tassa sull’olio combustibile e sul gas sarà più che raddoppiata. Inoltre, sarà introdotta una nuova tassa di massimo 120 franchi sui biglietti aerei. Tutte queste misure rappresentano un enorme onere per la popolazione e per l’economia: una famiglia di quattro persone può improvvisamente dover sostenere costi aggiuntivi per oltre 1000 franchi l’anno.Nessuna influenza apprezzabile sul clima. La Svizzera è responsabile di appena un millesimo delle emissioni globali di CO2. Anche se dovessimo ridurre le nostre emissioni di CO2a zero da un giorno all’altro, questo non avrebbe alcun impatto sul clima globale. La legge sul CO2non porta a nulla.Già oggi la Svizzera si sta muovendo in modo esemplare. Negli ultimi 10 anni la popolazione svizzera ha ridotto del 20% le emissioni di CO2pro-capite. Il proseguimento di tale sviluppo risulterà con meno della metà delle emissioni del 1990 fino al 2030. I dati lo confermano: in termini di politica ambientale il nostro paese è sulla strada giusta. Una legge sul CO2piena di divieti e nuove tasse è del tutto superflua.Burocrazia esagerata.
Il Parlamento ha gravato la legge sul CO2di eccessive complicazioni.
Alcuni articoli sono scritti in modo così farraginoso che anche gli esperti li capiscono a malapena. Le nuove tasse sulla benzina, sull’olio combustibile e sui biglietti aerei dovrebbero confluire in un «fondo per il clima» dal quale i funzionari potranno poi stanziare denaro indiscriminatamente. D’altra parte, l’ampliamento e la manutenzione delle strade verrebbero trascurati.
La legge sul CO2è ingiusta.
Non tutti sono particolarmente colpiti in egual misura dalle misure previste dalla legge sul CO2:famiglie, pendolari che viaggiano in auto, abitanti della campagna e delle zone montane soffriranno maggiormente a causa delle nuove tasse rispetto agli utenti dei trasporti pubblici o alla popolazione urbana. Industrie e piccole aziende artigianali con un elevato consumo energetico come per es. i panettieri, dovranno pagare di più di banche o agenzie pubblicitarie. Non è giusto.
L’innovazione è la chiave per un clima pulito.
L’auspicata neutralità climatica è possibile solo attraverso la ricerca, l’innovazione e sistemi di incentivazione sostenibili, e non attraverso l’introduzione di divieti, disposizioni e nuove tasse. Sono necessarie misure sostenibili, non una politica simbolica casuale.Per tutti i motivi sopracitati il nostro comitato economico non intende accettare la nuova legge sul CO2. È imperativo mantenere il buon senso e restare calmi nel dibattito già acceso sul clima, che il nostro paese ormai da due anni ha sotto controllo. La raccolta di firme per lanciare il referendum inizia oggi, venerdì 9 ottobre 2020. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.restare-ragionevoli.ch.
Scarica il formulario per la raccolta firme.