E’ stata presentata in mattinata a Lugano, presso lo sponsor Balmelli sport, la 21 esima edizione del Festival dei Festival, dal sempre attivo e macchina straordinaria dell’organizzazione, signor Grandi Marco, alpinista e parapendista, nonché fondatore del Festival dei Festival. Nella rubrica calendario potrete trovare le informazioni dettagliate come anche il programma completo sul link dell’evento, che da anni magnifica gli occhi agli spettatori con film di montagna e visoni panoramiche mozzafiato. Alla nostra domanda di come mai durante l’anno non si mette a disposizione questi documentari-film, magari nelle varie sedi delle SAT, ben 16 in Ticino, la risposta è stata che l’organizzazione del Festival dei Festival ben volentieri mette il materiale a disposizione e gratuitamente, ma spetta alle varie associazioni attivarsi al fine di poter far assistere proprio dove la montagna nasce e vive, questi spettaolari filmati. Si lancia pertanto l’appello a voler contattare il fondatore sig. Marco Grandi, anche al suo cellulare 079 230 08 73 per accordarsi su eventuali visioni fuori dai confini prettamente Luganesi. Alcune cifre di questi venti anni di Festival dei Festival: 38 conferenze, 61 ospiti provenienti da tutto il mondo e di fama internazionale legati all’alpinismo e alla montagna, 27 esposizioni, 10 libri, 13 concerti e 5 spettacoli, tanto per rendere numericamente il lavoro di questa organizzazione. L’entrata sarà gratuita per tutte le serate senza indicazioni particolari. Alla sala, sede del Festival (Trevano) in funzione buvette e ricca grigliata.
Un momento importante per gli amanti della montagna di casa nostra, mercoledì 3 settembre 2014, alle ore 18’30, dove nell’aula magna della Supsi di Trevano verrà presentata l’opera libraria ”Escursioni tra passi, laghi e vette ticinesi” di Ely Riva e Luca Bettosini.
Solo dal nome degli autori possiamo ben immaginare come quest’opera rappresenta un ulteriore reportage di luoghi del nostro Ticino, con prefazione di Floriano Beffa, già presidente della Federazione Alpinistica Ticinese
Quest’opera rappresenta un ulteriore reportage di luoghi del nostro Ticino, sia conosciuti, sia magari un po’ dimenticati. Una visita a cinquanta località tutte d’interesse, raccontate con parole e immagini da Ely Riva e Luca Bettosini.
Il libro non vuole essere una copia delle guide del club alpino o un revival d’itinerari già raccontati in altri documenti sull’escursionismo nostrano. Accanto ad una breve descrizione tecnica sul come raggiungere una data meta, l’opera si pone, infatti, l’obiettivo di narrare luoghi e vie d’accesso con l’ausilio d’immagini d’autore e rievocando la tipicità che meglio può far ricordare la località descritta. Una maniera “cantata” per invogliare alla visita e per rendere ancor piú affascinante il recarsi in un dato angolo del nostro Cantone.
Ancora una volta Ely e Luca ci stupiscono per la loro capacità di farci apprezzare il territorio in cui viviamo e delle cui bellezze e particolarità, sovente, non siamo del tutto coscienti. Tramite questo libro intendono trasmettere il loro vivere la montagna a tutti noi, vogliono farci partecipi di un modo sano e costruttivo di affrontare e incontrare la natura e la montagna. L’opera, tramite immagini, anche di forte impatto emotivo, aneddoti e storie di tipicità specifiche, ci permette di vivere al meglio la giornata che intendiamo trascorrere lontano dal caotico incedere della società del fondovalle e dai rumori della civiltà odierna.
Già dall’indice i due autori vogliono farci capire che la presentazione non è solo una guida, non è solamente un catalogo di numeri e dati tecnici, è un’opportunità di crescita anche culturale. Infatti, ad ogni meta è subito associato un aneddoto, una breve frase, un elemento che marcano la particolarità del luogo in questione e che ci aiutano da un lato invogliando la scelta, dall’altro evocando ricordi, ma pure aspettative. Nel testo, poi, si racconta del luogo focalizzando l’attenzione del lettore sulla tipicità che rende quella meta interessante e meritevole della visita.
Cosí, ad esempio, al Pizzo Forno è associata l’impressione che il suo severo versante nord incute sui viandanti che percorrono la Val Piumogna. La frase da far ribrezzo ai piú esperti montanari esprime al meglio l’emozione che si prova di fronte al versante nord del Pizzo Forno, con le sue alte e scoscese pareti, con le sue impervie e ombrose guglie. Il testo interno ci racconta del Pizzo Forno e delle sue mineralizzazioni di distene e staurolite, conosciute a livello planetario per la loro bellezza e rarità; minerali di rilievo che hanno reso famosa in tutto il mondo questa località.
Al Lago delle Pigne in Val Bedretto è associata la pietra ollare che un tempo si estraeva a breve distanza dal lago. Del resto pigne è il termine utilizzato per indicare le stufe di un tempo, costituite da pietra ollare (oppure sass da pigna) a mineralizzazione anfibolitica ricca di magnesio, che servivano al riscaldamento centrale delle abitazioni. Nel descrittivo si fa riferimento alla particolare localizzazione geografica, nei pressi dello spartiacque da cui traggono origine i fiumi che si riversano poi in tre mari, e alle condizioni glaciologiche recenti che attestano del ritiro dei ghiacci a favore delle formazioni moreniche e di una miriade di piccoli laghetti.
Per tutte le cinquanta proposte, lo stile dell’esposizione rimane invariato regalando al lettore spunti d’arricchimento personale altrimenti di difficile reperibilità. Si può dunque affermare che il frutto dell’ultima fatica di Ely Riva e Luca Bettosini è un’opera di sicuro interesse e assolutamente da ritrovare negli scaffali di ogni escursionista e appassionato delle montagne ticinesi.
Da parte mia, e penso di parlare anche in nome degli amanti della montagna nostrana, mi sento di consigliare vivamente il presente libro: scritto con la giusta passione e con l’ideale trasporto di chi la montagna la sa vivere veramente.
Grazie a Luca e a Ely per averci nuovamente stupiti.
Tanti altri sono gli appuntamenti imperdibili, oltre alla proiezione dei film della montagna, vi sarà l’incontro con Fiorenzo Dadò, come anche l’incontro con il famosissimo Silvio Mondinelli. In ricordo del sessantesimo della conquista del K2, mercoledì 3 settembre 2014, alle ore 20’00 ca un film molto particolare che esce dai soliti schemi tradizionali e mostra un K2 in tutta la sua imponenza. Veramente una goduria per gli amanti della montagna, imperdibile che merita di certo la frequentazione a questa 21esima edizione del Festival dei Festival.
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