Parlereste di auto senza menzionare i motori? Di calcio senza il pallone? E di piscine senza ricordarne l’acqua? Non lo so, ma credo francamente di no. Mi pongo queste domande in quanto ho notato che nel nostro paese sono in costante aumento le persone che parlano e scrivono di cibo, piatti, ricette. Troppo spesso però mi accorgo che non viene segnalata la provenienza degli ingredienti. Mi spiego meglio. Difficilmente trovo ricette in cui mi si esplica l’origine di un alimento, la varietà o il taglio, la sua filiera produttiva. Mi rendo al contempo conto che sia indubbiamente più affascinante andare al ristorante a mangiare e fotografare le creazioni della cucina invece che recarsi nelle stalle o nei campi per comprendere come si produce un alimento; ma un piatto a base di carne richiederebbe per esempio la spiegazione della razza dell’animale, il taglio utilizzato, la provenienza. Così come sarebbe carino raccontare quali tipologie di vegetali vengono utilizzate per un determinato piatto: cultivar, semina, raccolto. In poche parole si parla poco del mondo agricolo da dove provengono le materie prime. Preciso che è una mancanza che abbraccio anche io in qualche mio articolo, ma ritengo che non sia il massimo dell’etica nei confronti di chi ci legge.

Parlare dunque di più di agricoltura, e per parlarne al giorno d’oggi è impossibile trascurarne la meccanizzazione agricola, la tecnologia, l’innovazione, la ricerca che vengono impiegate, la sicurezza sul lavoro, la preparazione degli operatori, le migliaia di aziende che lavorano nel settore. Non si può parlare di agricoltura senza pensare ai mezzi che si utilizzano per produrre.
Il nostro paese è leader mondiale in molti comparti della meccanizzazione e della componentistica con attive moltissime aziende che produco sul territorio nazionale e in altri paesi del mondo. Allo stesso tempo la federazione nazionale dei costruttori di macchine per la meccanizzazione agricola – FedrUnacoma – è operativa per l’organizzazione di eventi inerenti al tema. Le Fiere, in Italia e all’estero, sono momenti di fondamentale importanza per la promozione e la vendita dei macchinari, l’export è l’alimento principe delle nostre imprese che con i mercati stranieri extra europei hanno sopperito a ben 10 lunghi anni di crisi dei mercati della vecchia Europa. Europa, e in particolare l’Italia dove le vendite dei mezzi agricoli sono crollate ai minimi storici. Ecco perché i grandi eventi fieristici organizzati in altri stati sono determinanti per la produzione nazionale. Lo scorso anno sono stati venduti nel mondo circa due milioni di trattrici dei quali 900 mila in Cina e India: 600 mila nella sola India. In Italia, per fortuna, quest’anno si ricomincia, grazie a fattori che non sto ad elencare in questo contesto, a respirare un’aria positiva e si registrano aumenti delle vendite, ma i paesi emergenti sono per noi importantissimi.
Ho scritto questo preambolo per introdurre una buona notizia per il comparto; si è di fatti conclusa con un nuovo record di pubblico la quinta edizione della rassegna internazionale della meccanica agricola EIMA Agrimach, svoltasi a New Delhi dal 7 al 9 dicembre. Oltre 42 mila persone, provenienti dai vari stati dell’India ma anche da numerosi Paesi esteri, hanno visitato la rassegna per apprezzare dal vivo le caratteristiche di mezzi meccanici innovativi e specifici per le varie colture.
Durante i tre giorni di svolgimento di EIMA Agrimach, questo il dato registrato dagli enti organizzatori, la federazione indiana delle camere di commercio e dell’industria FICCI e la federazione italiana dei costruttori di macchine agricole FederUnacoma i visitatori sono stati il 4% in più rispetto all’edizione precedente del 2015, dei quali più di 6 mila esteri, provenienti da 40 Paesi. Proprio la partecipazione di operatori esteri conferma come l’evento fieristico indiano possa rappresentare un punto di riferimento non soltanto per le vaste regioni del Subcontinente ma anche per altri Paesi, in particolare quelli asiatici che presentano realtà simili a quella indiana per quanto riguarda le caratteristiche pedoclimatiche, gli orientamenti colturali le tipologie di azienda agricola. India e Cina rappresentano già oggi il più grande mercato mondiale per le macchine agricole in termini quantitativi, è stato evidenziato nel corso degli incontri e dei convegni svoltisi nel contesto della rassegna, ma molti altri Paesi asiatici stanno emergendo grazie a forti investimenti nel settore primario, e fanno prevedere un futuro di grande espansione per la meccanica agricola. L’Italia, che è ufficialmente paese partner della manifestazione, potrà giocare un ruolo di primo piano grazie alle proprie industrie, alla vasta gamma di macchinari prodotti, alla capacità di interpretare le esigenze delle agricolture asiatiche. Questo è stato più volte rimarcato, nel corso della manifestazione, dal Presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti, e dal Ministro dell’Agricoltura italiano Maurizio Martina, che ha preso parte alla rassegna sviluppando a nome del governo italiano intese con il Governo indiano per il rafforzamento delle relazioni bilaterali in settori strategici come quelli dell’agricoltura e dell’agroindustria.
Una trentina le aziende italiane presenti all’evento fieristico metà delle quali già produttive anche in territorio indiano. Una continua collaborazione tra India e Italia che vedrà ancora in scena EIMA Agrimach nel 2019 con la federazione italiana impegnata per altre tre edizioni della manifestazione. In attesa che il mercato nostrano torni presto ai livelli di un tempo i nostri imprenditori guardano al mondo con la stessa tenacia e voglia di competere che li ha sempre contraddistinti. EIMA Agrimach è stata un successo.
Dal campo al piatto, dalla stalla alla ricetta, conoscere e fare conoscere meglio e di più al grande pubblico il comparto primario, il lavoro dei contadini, delle aziende agricole, delle imprese. Raccontare l’impegno delle persone e la qualità dei prodotti, le eccellenze e le problematiche, le tradizioni e l’innovazione, perché una buona tavola necessita di una buona agricoltura, e un buona agricoltura ha bisogno di ottima meccanizzazione.
Nel 2018 tornerà a Bologna Eima International (7-11 novembre) la grande esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio e i presupposti sono già oggi quelli di altro grande evento. In concomitanza con l’appuntamento emiliano un solo auspicio: quello di tornareae scrivere di dati positivi del mercato italiano con l’acquisizione da parte delle aziende agricole di mezzi sempre più tecnologici e sicuri.