Quando arrivo a Rolle di Cison di Valmarino sono circa le quattro del pomeriggio. C’è un bel sole e fa caldo. Con me l’amico collega Pietro e ad attenderci un volto piacevole e conosciuto: Chiara Rizzo.
Da tre giorni siamo sul territorio del Prosecco e stiamo viaggiando tra vigneti, cantine e ristoranti per assaggiare i vini e i sapori di un territorio unico, prossimo candidato all’Unesco come patrimonio mondiale.
Abbiamo soggiornato a San Pietro di Feletto presso un noto Hotel Ristorante e abbiamo avuto il piacere di visitare alcune realtà produttive della zona, pranzare e cenare in ristoranti che propongono cucina territoriale e, come si dice in gergo una “chicca”: abbiamo sorvolato le verdi coline a bordo di un elicottero.

Ma torniamo all’arrivo. A Rolle trovo l’azienda “Duce di Dolle”, producono vini unicamente con uve di proprietà che provengono dai 12 ettari vitati della Tenuta di Rolle. La filosofia produttiva abbraccia la sperimentazione e la ricerca ed è vocata all’ecosostenibilità ambientale. Sono vini prodotti in quantità limitata che bene rappresentano il territorio.
Ci sediamo al tavolo, io Pietro e Chiara. Ci viene servito un ricco tagliere di formaggi e sopressa prodotta e stagionata in azienda, poi arrivano le bottiglie di prosecco e la nostra ospite inizia la presentazione dei vini.
Oltre ai due vini di base, il Brut e l’Extra Dry, la gamma comprende il Cuvée Rive di Rolle, ricavato da uno dei vigneti (Riva) più antichi e meglio esposti della tenuta, il Superiore di Cartizze “Zero”, uno spumante Brut con bassissimo residuo zuccherino pensato per esprimere la più autentica essenza del vitigno, il Superiore di Cartizze Extra Dry “DDD” e “Nino”, prosecco frizzante rifermentato in bottiglia.
Li trovo molto interessanti, freschi, puliti, sinceri, decisamente piacevoli. Mi piacciono.
Questo territorio ha caratteristiche pedoclimatiche tali da richiedere tempi di maturazione più lunghi rispetto ad altri prosecchi, qui il terreno marnoso permette l’acquisizione di una maggiore salinità. Non solo, anche il rilascio degli elementi caratteristici del vino richiede più tempo.

Lo scorso anno 2016 per “Duca di Dolle” è stato il momento di un passaggio molto importante, a partire dalla vendemmia 2014 si è deciso di abbandonare la certificazione biologica e di passare al rispetto di un protocollo interno studiato a dovere per garantire ulteriormente la naturalità dei vini e parallelamente un rispetto ancora più ferreo dell’ambiente di ubicazione. Un passaggio dunque impegnativo.
Ci godiamo la presentazione/degustazione mentre Chiara ci racconta le novità per la collezione vini del 2016 con alcune varianti produttive e, soprattutto, ci erudisce sullo storico luogo che abbiamo raggiunto.
Difatti la Tenuta è situata nel cuore della zona di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. La sua storia risale al XVI secolo quando fu sede di un antico convento di origine medioevale del quale ancora oggi possiamo vedere le arcate del chiostro e il portale d’ingresso. Furono proprio i frati camaldolesi a dare inizio alla tradizione vinicola.
Nel corso del tempo passò più volte di mano e tra i proprietari del passato si ricorda la famiglia Brandolini, mentre nella prima parte del 1900 si menzione il “poeta contadino” Nino Mura. Il Mura amava organizzare incontri conviviali con amici artisti e letterati. Poi arrivò la famiglia Bisol, la stessa delle celebre azienda vinicola di Valdobbiadene, per arrivare al 2011 quando la famiglia Baccini, attuale proprietaria, la rilevò puntando subito sull’innovazione, la qualità dei vini e la sostenibilità ambientale. 75 ettari suddivisi tra vigneti, boschi e pascoli.
Tra i prosecchi freschi e goderecci e la sopressa profumata e saporita, la storia che ci viene raccontata arriva ad oggi. La Tenuta oltre alla produzione dei vini propone il “Relais Duca di Dolle” un agriturismo di charme ricavato dall’antico eremo camaldolese del 1500. Completamente ristrutturato e composto da più edifici il luogo di ricezione turistica è un posto immerso nei vigneti dove godere appieno il piacere della tranquillità. Stanze e appartamenti grandi e luminosi, piscina, sala conferenze, grande gazebo esterno denominato “cavana” con 30 posti a sedere e camino. Ovunque fiori colorati che infondono piacere e positività. Il personale è decisamente cortese e preparato e tuti gli elementi sono in regola per una vacanza da portarsi nel cuore.
Terminiamo la degustazione. Ci fermeremo un paio di giorni, scatteremo foto, gireremo immagini con le telecamere con il drone. Gusteremo questa terra, i suoi profumi, i suoi sapori e l’ospitalità della sua gente.
Sarà piacevole qui al “Duce di Dolle”. Si, lo sarà.
Fabrizio Salce