Ci si chiede come mai l’esodo rurale è in atto anche ai nostri giorni. In una regione come le Tre Valli dal potenziale turistico, culturale ed enogastronomico fantastico si continua a perdere velocità. I grandi Guru del turismo ci incantano con progetti faraonici, pensiamo alla Pista di Ghiaccio da 50 milioni che metteranno in ginocchio i vari Comuni chiamati a finanziare quanto manca in capitale da privati… Significa forse che chi fa di conto seriamente si rende conto della follia pura di simile investimento. Scavalchiamo un monte e ci avevano detto che la Fondazione della cioccolata in valle di Blenio avrebbe ridato lustro alla storia… miseramente in questi giorni veniamo a sapere che il lustro sono tanti franchi persi per artigiani e altri piccoli imprenditori della regione senza pensare ai vari comuni che come pecoroni corrono dietro a queste fantomatiche persone che per un verso o l’altro ci propinano “minchiate” da finanziare con i nostri soldi. Due esempi eclatanti ma continuiamo se desiderate: Il Dazio Grande ristorante è chiuso in piena estate. Andiamo oltre… ristoranti chiusi nei giorni festivi, teleferiche ferme o che viaggiano pochissimo, iniziative che stentano a decollare. Milioni buttati via solo per la voglia di visibilità di alcuni personaggi. Ma continuiamo: posti di lavoro pregiati che vengono a
mancare, giovani che non rischiano nulla perché le condizioni non sono favorevoli e tanto altro. Vogliamo aziende artigianali, una rete di turistica legante con il territorio e le varie attività, vogliamo che si mandino via, e subito chi da anni siede in posizioni senza creare nulla di positivo. Che le autorità politiche si rendano conto dello sconquasso che hanno creato in una regione tra le più di Europa ma che è in ginocchio per incapacità di pianificare. Prima di fare, chiedeteci cosa vogliamo, noi abitanti della regione e poi agite. Invece nei vari consigli Comunali, frequentati da gente che non sa neppure perché si trova seduto su quelle poltrone si decidono investimenti milionari solo perché i leader (quelli che hanno i vari tornaconti) propongono l’accettazione di quello o quell’altro progetto, sapendo che loro ci guadagnano alle spalle della comunità e che il progetto non avrà vita lunga. BASTE NON NE POSSIAMO PIÙ DI QUESTA OTTUSITÀ e questo clientelismo che procura danni e buchi vertiginosi nella economia. Facciamo le cose semplici, con persone
semplici mosse dall’amore per i luoghi dove vivono non mosse da miraggi di guadagni personali alle spalle degli altri. Naturalmente bisogna crederci e mare il territorio e non solo fare i pecoroni. Insegnano le varie iniziative delle associazioni locali, che senza tanto clamore sono il vero collante della popolazione e dell’economia locale. Vorremmo che i nostri figli potessero vivere, lavorare, divertirsi e amare questi luoghi e non vivere di soli ricordi d’infanzia. Chiediamo troppo? (ETC/rb)
Vi sono anche eventi che sono importanti e lasciano un segno positivo nella gente che vi partecipa, grazie alla passione di privati e associazioni che senza tanto clamore lavorano per la gioia di rendere felici i partecipanti, citiamo ad esempio i “Trabicoi vecc” di Faido, la Società di Tiro di Ponto Valentino e la passeggiata EnoGastronomica della Valle Bedretto a cui si riferiscono le tre fotografie. Ve ne sono altri che ugualmente sono interessanti e danno la giusta visibilità alla regione. Forse le istituzioni e i vari manager “strapagati” che dovrebbero promuovere e creare condizioni quadro ideali nella regione, dovrebbero prendere esempio dai vari organizzatori privati, volontari !, ci teniamo ripetere, volontari!