Proprio ieri si discuteva tra operatori turistici della regione, alcuni molto propositivi, su come invertire, nel nostro piccolo, la rotta negativa del turismo che da ormai venti anni stà segnando il rosso profondo, con qualche mese di ripresa ma inesorabilmente nel periodo medio siamo in negativo. Nello stesso momento alla radio indicavano che nei primi sei mesi diquest’anno i pernottamenti sono scesi di oltre 1 punto percentuale. Intervistata la responsabile del turismo Svizzero le scuse, solito ritornello; la meteo e il cambio sfavorevole franco/euro.
Siamo stufi di sentire ad ogni bilancio di turismo dati negativi, e l’abbassare la testa adducendo scuse esterne alla nostra operatività. In cifre rosse, bisogna prendere di petto il problema, investire con quegli operatori che hanno una visione innovativa del turismo e ripartire dalla creatività e dall’entusiasmo. Tutto il resto è aria fritta, che non porta alcun beneficio, se non la giustificazione di un malandazzo generale. Iniziamo nel nostro piccolo, parlo del Ticino, cantone a vocazione turistica, a tenere aperti nel periodo estivo i varienti del turismo, o agenzia o chiamateli come volete, sette giorni su sette e non chiusi il sabato e la domenica. Non permettiamo le ferie in estate a chi istituzionalmente è pagato dal pubblico (da noi) per operare nel settore. Iniziamo ai signori ristoratori e albergatori insegnare l’accettazione e il sorridere e amare il proprio lavoro e il territorio in cui operano e vedremo, come d’incanto, che la tendenza inveritrà il suo corso!
Valorizziamo le piccole, ma importanti, manifestazioni sul territorio, mettiamoci tutti in rete e cerchiamo di remare in un’unica direzione. Non ci vuole molto e non ci vogliono soldi per iniziare a cambiare tendenza.(ETC/rb)