Posizioni scellerate da parte del capo dell’esercito: scendiamo in piazza per dire NO a soldati svizzeri in Ucraina.
Il comandante delle forze armate svizzere Thomas Süssli, che già in passato sognava di mandare coscritti all’estero e chiedeva al parlamento di cambiare in tal senso la legge, ora la spara ancora più grossa e propone di inviare 200 soldati svizzeri a farsi ammazzare in Ucraina in una missione di “peace keeping”.
Il Partito Comunista avverte da tempo che certi Rambo del nostro esercito si stavano preparando a giocare alla guerra al servizio della NATO. L’esercito svizzero si dovrebbe invece limitare alla difesa dei confini nazionali e non a mettere a repentaglio la vita dei nostri coscritti in avventure all’estero!
Già che c’era Süssli aggiunge che “la Russia potrebbe essere pronta già nel 2027 a destabilizzare ulteriormente l’Europa e a lasciare che il conflitto si inasprisca”. Detta oggi, quando gli USA cercano il disimpegno, questa è un’affermazione contraria alla neutralità e pure irresponsabile per la nostra sicurezza nazionale poiché rappresenta una provocazione bella e buona contro un potenza nucleare belligerante. Süssli misconosce inoltre l’espansionismo della NATO e i crimini del regime ucraino: una politica estera e di sicurezza responsabile dovrebbe invece impegnarsi per la neutralità come maniera di favorire la pace e un presunto esperto di sicurezza come Süssli lo dovrebbe sapere.
Il Partito Comunista contro questi avventuristici amichetti della NATO che vogliono portarci in guerra è pronto a scendere in piazza. La manifestazione per una Svizzera veramente sovrana, indipendente e neutrale, che ritrovi la volontà di risolvere pacificamente le controversie internazionali, che cessi ogni cooperazione militare e politica con la NATO e contro all’invio di soldati svizzeri in Ucraina è convocata il prossimo 15 marzo alle ore 14.30 a Bellinzona sul piazzale antistante la Stazione FFS.
Partito Comunista
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