Sala del Consiglio Comunale di Mendrisio colma di delegati, ospiti e media per ascoltare i risultati dei lavori assembleari svolti a porte chiuse. Alle 11’00 ecco che si presentano gli attori di un settore importante sia dal profilo economico come anche sociale. Sappiamo tutti infatti l’importanza di avere in ogni paesino un ristorante, che sia luogo d’incontro delle genti, siano esse residenti o turisti.

Ha fatto gli onori di casa Claudio Panzeri, presidente di GastroMendrisiotto che ha sottolineato le difficoltà del settore, ma ha altresì affermato che il nuovo comitato in carica da un annetto, giovane e dinamico, pensa di sopperire le difficoltà con la creatività dei loro soci e con iniziative sul territorio tese ad affermare la bontà della gastronomia e tutte le sinergie che ne possono derivare. Sono convinti, continua Panzeri, che il prezzo diventerà secondario se il servizio, l’accoglienza e la creatività gastronomica sia tale da soddisfare ed emozionare i clienti.
Dopo i saluti formali del rappresentante del municipio di Mendrisio prende la parola l’ospite d’onore, on. Senatore Filippo Lombardi, che si è soffermato su cosa deve fare la politica per sostenere questo importante settore. A volte, e sono sue parole, la politica sarebbe meglio che non si desse a fantasia creativa, perché ad ogni decisione, vi è il pericolo che gli effetti collaterali imprevisti facciano più danni del provvedimento stesso. Naturalmente comprendendo i problemi del settore, ha esposto tre problemi che secondo lui il settore viene confrontato drammaticamente: i finanziamenti di progetti interessanti non interessano né a banche né a finanziatori privati; le difficoltà create dal sistema politico con lentezze burocratiche, complessità amministrative, tasse e balzelli vari e come ultimo ma non ultimo per interessa gli esercenti devono guardarsi dentro e cercare maggiore creatività nelle proposte, ricercando anche sinergie importanti con altri settori come il turismo, i trasporti e quant’altro. E si auspica che la politica eviti di intervenire con molte limitazioni, perché questo modo operandis potrebbe rivelarsi catastrofico per il settore, come lo si vede nel settore dell’energia.
Gabriele Beltrami fa una breve cronistoria dell’anno passato guardando subito al futuro, in considerazione che GastroTicino rappresenta ben oltre 1600 esercizi pubblici e informa di due iniziative molto interessanti.
Ecco un video con gli estratti di alcuni interventi:
In occasione del 125 esimo di fondazione di Gastrosuisse promuoverà una rassegna “A Tavola per Telethon” invitando tutti i soci di Ticino a Tavola ad aderire, invitando i vari ristoratori a raccogliere nella forma che meglio riterranno almeno frs 125.- nei primi 15 giorni di luglio 2016 e devolverli a Telethon. Questo per rafforzare il desiderio degli esercenti di essere vicino ai meno favoriti.

La seconda iniziativa è una sinergia con ACSI, e una valorizzazione dei ristoranti che sono soci di Ticino a Tavola e che propongono pietanze “fatte in casa”. Questo per marcare in maniera importante che in quel dato ristorante si è certi di poter gustare pietanze elaborate, fatte in casa. Infatti è assolutamente poco serio, le parole usate sono diversamente molto più forti, che chi acquista e serve lasagne industriali le possa promuovere come lasagne casalinghe.
Dopo vari premi e onorificenze a soci che si sono distinti a favore del settore, la parola e noi oseremmo dire il pezzo forte passa in mano al presidente di GastroTicino che fa autocritica come esercenti e sprona tutti a voler rimboccarsi le maniche, guardare al futuro con entusiasmo e non nascondersi dietro scuse, seppur valide, ma sempre scuse per giustificare la stagnazione, quando va bene, degli affari. Ebbene abbiamo realizzato un video di 6 minuti con l’intervento quasi integrale del presidente Massimo Suter.
Seguono anche alcune indicazioni di voto per le votazioni del 5 giugno e altre considerazioni generali, tra cui sottolinea come la politica deve mettere condizioni uguali ai vari attori del settore. Ci si trova con Take Way e ora anche Food Track (camioncini con gastronomia su strada) come anche le cene vendute in case private. Ebbene se questa è la risposta di un settore in crisi, tutta va bene, ma si chiede alla politica di porre gli stessi paletti in ogni ambito in maniera che almeno tutti partino con condizioni uguali. Nella situazione attuale vede le disparità di trattamento tra questi nuovi modi di intendere ristorazione con quella classica dei Ristoranti come una concorrenza sleale. Le aperture dei negozi è anche messa sull’indice delle difficoltà, dove i ticinesi, vanno in Italia a fare compere anche durante i giorni festivi, fermandosi poi all’estero a consumare pasti. La perdita di cifra d’affari per il Cantone Ticino nel settore della gastronomia è stata calcolata in ca 400 milioni di franchi per ogni anno. Queste cifre si commentano da sole e non necessitano ulteriori parole di supporto.
Vedi il video dell’intervento del presidente Massimo Suter:
Articolo, foto e video realizzati da Roberto Bosia, dir. ETiCinforma.ch