Tenta anni fa, esattamente il 21 ottobre 1986, dopo aver lanciato con estremo ed inatteso successo una petizione al Consiglio di Stato, un manipolo di persone della regione si riuniva a Gerra Piano per fondare un’associazione apartitica denominata: Per un Piano di Magadino a misura d’uomo. Ma chi erano costoro? Erano degli ambientalisti sfegatati? Degli agricoltori fanatici decisi a difendere solo i loro terreni e i loro interessi? No, niente di tutto questo … era un gruppo spontaneo di cittadini che volevano denunciare e rivendicare quello che la politica istituzionale di quei tempi non faceva o lo faceva troppo a rilento: pianificare gli insediamenti sul Piano in maniera regionale, non solo comunale, ma in particolare di applicare e far rispettare le leggi in vigore! A quei tempi destavano preoccupazione l’ampliamento della discarica del Pizzante 1, oramai giunto a saturazione, l’inceneritore di Riazzino e l’aeroporto di Locarno.
Il comitato fondatore era composto da Amos Benelli, Renzo Cattori, Fiamma Pelossi, Luigi Gnesa, Antonio Marci, Ugo Maffioletti, Bice Columberg, Donato Pedroia, Isidoro Marcionetti, Mary Caroni e Willy Matter. Essi che si diedero subito da fare motivati dall’entusiasmo e dalle tante proposte, rivendicazioni e idee scaturite durante la serata iniziale. Fra queste citiamo le principali: l’allontanamento del Silos Ferrari dalle Bolle di Magadino (attuato solo nel 2006), la rimozione delle infrastrutture d’interesse pubblico dalle zone agricole, come la limitazione dell’attività dell’aeroporto, il censimento delle discariche abusive, il miglioramento della gestione dei rifiuti, l’innalzamento dei terreni agricoli per evitare gli allagamenti, ecc. L’impatto sulla stampa fu enorme, tanto che perfino il Tages Anzeiger di Zurigo dedicò un’intera pagina all’APM. L’importanza e in particolare i pericoli cui era soggetto il Piano di Magadino (PdM) furono d’un tratto conosciuti in tutto il Cantone e nel resto della Svizzera. L’APM è stata una delle prime associazioni di cittadini di un ampio comprensorio creata per sensibilizzare le istanze politiche sull’importanza della pianificazione e della salvaguardia del territorio.
Il tema principale che occupò inizialmente l’APM fu però l’ubicazione della discarica cantonale dei rifiuti, poi denominata Pizzante 2. La lotta a suon di ricorsi e opposizioni arrivò fino al Tribunale federale. Davanti al fatto compiuto però, non fu purtroppo possibile impedire che la discarica sia lì ancora oggi come testimonianza indelebile di un’epoca di sviluppo insostenibile.
Nel corso dei primi trent’anni d’esistenza molte furono le lotte vinte e perse dall’APM. In particolare, fra le vittorie vi sono: la Legge cantonale sulla salvaguardia del territorio agricolo, la votazione popolare sul referendum contro il collegamento stradale al Locarnese (Variante 95) e l’istituzione del Parco del Piano di Magadino. In merito al tanto combattuto tracciato per il collegamento stradale al Locarnese va riconosciuta all’APM la disponibilità nella ricerca di soluzioni propositive, come quello della soluzione in galleria, scartata dal Cantone, ma adottata in seguito dalla Confederazione.
Importante è anche stata l’opera di promozione e sensibilizzazione tramite prese di posizione, appelli pubblici e la pubblicazione di documenti. Fra le varie pubblicazioni utili per conoscere meglio la realtà del PdM e le attività passate, presenti e future dell’APM vi rimandiamo all’opuscolo “La tattica del salame”, disponibile solo online, al diaporama “Un piano scordato” e all’opuscolo “Un piano in salita” redatto per il 25° dell’APM.
Presentazione dell’opuscolo “Piano di Magadino 1986 – 2016”
L’idea dell’opuscolo che vi stiamo presentando è legata alla prima pubblicazione “La tattica del salame” che il Comitato fondatore aveva creato per denunciare con immagini puntuali lo stato di forte degrado in cui si trovava allora il PdM.
Il “Piano di Magadino 1986 – 2016” mette a confronto, in modo più reale possibile le immagini di allora in bianco e nero con quelle riprese dal medesimo punto di osservazione nel 2016. L’obiettivo è di far parlare le immagini, senza alcun giudizio. Si vuole espressamente lasciare al lettore la possibilità, confrontando le immagini proposte, di farsi un’idea personale dell’evoluzione della situazione del PdM negli ultimi 30 anni.
Annesso all’opuscolo proponiamo un foglio bianco per dare al lettore l’opportunità di proporre, tramite testi, schizzi, disegni o immagini, la sua visione del PdM di domani. Queste opere saranno poi messe a disposizione del Dipartimento del Territorio con l’auspicio che siano considerati nell’ambito della realizzazione del Parco del Piano di Magadino.
L’opuscolo sarà distribuito ai soci assieme all’invito all’Assemblea, ai comuni della regione, alle scuole e alle biblioteche del Cantone. Segnaliamo che l’opuscolo è già consultabile e scaricabile in formato PDF dal sito www.apmagadino.ch.
Attività 2016
Durante l’anno in corso l’APM. ha preso posizione sul PALoc3 e inoltrato ricorso contro la revisione del Piano Regolatore di Locarno per la zona del Piano di Magadino. Il ricorso riguarda in particolare i posteggi previsti nella zona del nuovo centro sportivo e l’aumento di quelli previsti nella zona dell’aeroporto di Locarno-Magadino.
In questo contesto l’APM coglie l’occasione per denunciare come il Comune di Locarno non sia stato in grado negli scorsi anni di affrontare e sanare le varie situazioni abusive ai danni delle superfici agricole presenti sul proprio territorio all’interno del PdM (vedi in particolare il deposito edile Tomasetti, o il centro di compostaggio Compodino). L’APM ribadisce la ferma intenzione ad opporsi a qualsiasi futura sottrazione di terreni agricoli sul Piano. In questo contesto rientra la futura “Zona industriale di importanza cantonale” che Locarno vorrebbe insediare in zona agricola, già scorporata dal Parco del PdM.
In occasione di festeggiamenti per il 30°, per lasciare un segno duraturo sul territorio, saranno piantati 30 alberi di varia specie in modo da creare un viale della biodiversità nella zona del Demanio cantonale.
La consegna al pubblico del citato viale dell’APM avverrà con una festa e una castagnata il pomeriggio di sabato 12 novembre 2016 presso il Demanio cantonale a Gudo.
L’assemblea ordinaria è prevista per il 14 dicembre 2016 seguita da una tavola rotonda sul tema di riflessione “Quale futuro per l’APM?”