Da qualche anno si assiste in vari comuni come città l’assunzione di animatori turistici. Centri più popolosi hanno istituito dei veri e propri dicasteri, con investimenti importanti. Grandi o piccini i comuni, sembra questo l’indirizzo delle varie amministrazioni. Ma ci chiediamo molto sinceramente le vere motivazioni di questa moda, perché alla fine abbiamo l’impressione che salvo i grandi centri, per gli altri si tratti di un scimmiottamento per darsi le aree dei grandi centri.Sei nei grandi centri il tutto ha un senso, nei piccoli centri diventa la ciliegina a scopi elettorali, di cui dubitiamo ci sia una vera necessità, visto le impostazioni assunte. É assodato che il turismo debba essere la fonte del nostro benessere, ma da qui a giustificare spese enormi fini a se stesse, senza avere la conoscenza dei compiti che un animatore dovrebbe assumere e senza avere un congruo fondo finanziario da investire, a!meno nei primi anni, l’esercizio di un animatore comunale risulta essere una spesa senza alcun beneficio concreto per il commercio e l’economia del paese stesso. Bisogna essere in chiaro che l’animatore turistico, di regola assunto in quanto le varie agenzie del turismo cantonale non riescono o non operano capillarmente su tutto il territorio, deve essere l’ambasciatore del territorio per il quale é stato assunto con il compito di promozione. Per promuovere é necessario che i vari comuni investano e diano direttive precise, obblighino questo operatore a partecipare alle fiere del cantone come a quelle delle nazioni limitrofe. Allora un comune mediamente ben popoloso (3000_7000 abitanti) deve calcolare di istituire almeno fr 20mila all’anno per investimenti di materiale pubblicitario attualizzato, di totem e alta tecnologia, come anche per i viaggi di trasferta. Lugano non fa testo, come anche altri comuni tra i piú popolosi del cantone, loro da anni hanno capito come gira il turismo, investendo in risorse umane e finanziarie, ma tutti gli altri comuni, in particolare quelli medio-piccoli, seguono la moda senza avere la minima idea dei costi necessari e, quel che é peggio, aggirare, se ci é concesso, la popolazione anche per scopi elettorali. Se tutti i comuni che dispongono di animatori turistici avessero capito le finalità e i costi immensi per raggiungere le finalità, allora avremmo un turismo in ripresa e fonte di benessere generale. Così sembra non essere e bisognerà apportare i giusti correttivi con soluzioni anche drastiche. Cercare di istituire una rete locale mirata su un territorio un po’ più vasto ma limitato ai confini distrettuali, dove i vari comuni raggruppano le risorse per marcare il micro territorio, o semplicemente ammettere le vere motivazioni dell’istituzione di questi dicasteri. Gli animatori turistici non devono essere le persone che organizzano eventi nei paesi e sostituirsi ai compiti delle associazioni locali. Se dopo vari anni nulla cambia, significa che le operazioni animatori turistici sono state un flop. I soldi della popolazione devono essere impiegati in maniera mirata e non per secondi fini. Si abbia, se del caso, la trasparenza intellettuale di ammettere l’errore e correre ai ripari. (RB)