Ci vuole poco, ogni volta che ci confrontiamo con operatori locali tipo esercenti e commercianti è sempre il solito ritornello. Bisogna capire di amare il territorio dove si vive, di farlo proprio e di avere entusiasmo per la fortuna di abitare in Ticino. Abbiamo tutto, o meglio non certamente grazie a noi che ci troviamo in Ticino, anzi la mano di architetti senza scrupoli hanno tentato di abbruttire il nostro cantone con delle “brutture” degne dei migliori incompetenti, anche se promosse da architetti che si sono creati il nome con questi obrori tecnici. Poi la genialità non ha confine per cui ai posteri la decisione, ma di certo la cementificazione non ci favorisce ed ora finalmente anche il popolo ha detto basta a costruzioni ai monti e ha chiesto di cercare di salvare il salvabile. Poi l’amore alla terra in cui si vive, lo si dimostra con l’entusiasmo e la gioia dell’accoglienza e il servire i nostri prodotti. Vini e cibi di eccezionale fattura non ci mancano, basta solo condirli con il sorriso e avremo nuovamente tutto fatto. Alle autorità chiediamo il controllo del territorio, il non permettere affissioni selvagge di eventi ovunque, in disordine, il mantenere pulito il territorio e magari favorire l’economia con aiuti concreti a chi opera in zone discoste e non certo favorite dalle grandi masse. Ma alla fine l’amore per il territorio e per il nostro essere sono la chiave vincente di un turismo che da oltre 20 anni è in perdita di velocità con direttori di enti locali che da venti anni e più occupano poltrone senza l’entusiasmo dovuto e l’amore al territorio. Se poi pensiamo che alcuni uffici turistici locali sono chiusi di sabato e di domenica, forse ci rendiamo conto che la parola “TURISMO” a noi non è ancora molto nota. Diamoci una mossa e aiutiamo i giovani che desideerano avviare attività in questo campo nelle nostre valli. (ETC/rb)