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Care amiche, cari amici, buona domenica!
Oggi è proprio una splendida giornata di sole! La prima domenica d’estate promette decisamente bene. Il nostro cantone in questo periodo dell’anno tira fuori il meglio di sé offrendoci tantissime occasioni di svago per trascorrere ore sereni insieme. Quindi, non resta che l’imbarazzo della scelta su come trascorrere questa bella e calda giornata.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia inizia dando un’occhiata alla situazione internazionale e purtroppo questa volta non riguarderanno “solo” l’andamento dei prezzi. In Russia in queste ore è avvenuto un fatto molto grave che avrebbe potuto essere l’inizio di una nuova guerra civile. La forza della Wagner condotta da Prigozhin è marciata verso Mosca per destituire Putin. Le notizie che ci sono giunte in quelle ore sono state piuttosto frammentate e imprecise; probabilmente non sapremo mai quali fossero gli intenti e quali i risultati della mediazione. Ciò che sappiamo è che questa è stata un’ennesima dimostrazione della tensione internazionale. Quello che ci auguriamo tutti sempre è che la maledetta guerra in Ucraina giunga al termine e che si possa lavorare per relazioni internazionali più serene. Speriamo che finalmente questo vento di guerra smetta di soffiare. Cosa difficile se ad alimentare le tensioni ci tra mondo occidentale ed Oriente ci si mette anche il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden che questa settimana ha definito il presidente cinese Xi Jinping “un dittatore”. Tutto questo mentre il presidente americano cerca di tessere nuove alleanze con l’India stipulando accordi miliardari nell’ambito della produzione tecnologica e dell’industria bellica. Vedremo fino a che punto anche questo genere di comportamenti non andranno ad alimentare le già grandi tensioni in atto.
E tempi duri si prospettano per Meta e Google in Canada. Il Senato ha approvato l’Online News Act una legge che stabilisce che i proprietari di piattaforme digitali dovranno trovare un accordo commerciale con gli editori delle testate giornalistiche canadesi per poter pubblicare le notizie. In pratica Google e Meta dovrebbero pagare per i contenuti creati da giornalisti e media locali che vengono postati sui loro canali. Questa legge non è proprio una vera novità: in Australia è già realtà da un paio di anni. A differenza però di quanto accaduto in questo paese per il momento in Canada il governo e Meta sono ai ferri corti. Tante che Meta avrebbe iniziato a oscurare ai cittadini canadesi l’accesso a questo genere di informazioni. La legge vuole sostenere e aiutare coloro che lavorano per l’informazione e questo anche perché sempre più la pubblicità finisce sulle grandi piattaforme generando quindi problemi di entrate ai giornali. Da parte loro le piattaforme sostengono che in realtà gli utenti non visitano i loro canali per le informazioni e quindi non è corretto che le paghino; per questo si dichiarano pronte ad eliminarle. Speriamo che come nel caso australiano si trovi un accordo che tuteli da una parte l’informazione locale e dall’altra gli utenti di Meta e Google.
E chi forse non ha tutelato troppo i suoi cittadini è la Banca nazionale svizzera (BNS). Ma andiamo con ordine. Questa settimana la Banca d’Inghilterra (BoE) ha deciso di alzare ulteriormente i tassi di interesse portandoli dal 4.5 al 5%. La scelta è stata quasi inevitabile visto l’alto tasso di inflazione che persiste nel paese (ancora in maggio l’indice dei prezzi al consumo segnava +8.7%). Chi invece avrebbe potuto scegliere diversamente e a nostro avviso è la Banca nazionale svizzera. Da sempre il nostro tasso di inflazione è di gran lunga inferiore al resto d’Europa. In aggiunta, purtroppo, oggi le conseguenze negative della politica monetaria restrittiva sull’economia reale iniziano a farsi sentire. I timori di aumenti significativi degli affitti tra qualche mese sono purtroppo oramai realtà. Questi, aggiunti all’aumento dei costi nel settore sanitario come pure agli incrementi che ci saranno nel settore energetico, metteranno a dura prova il potere d’acquisto dei cittadini che potrebbero trovarsi a dover affrontare una nuova crisi.
E proprio di questo tema abbiamo parlato nell’intervista fatta e pubblicata dal Federalista, che ringraziamo, questa settimana. In “Perché la lotta all’inflazione ci alza l’affitto (e altre spese)” affrontiamo in maniera dettagliata il tema dell’aumento dei tassi di interesse e delle conseguenze sul mercato immobiliare.
Trovate qui gli articoli della settimana
Perché la lotta all’inflazione ci alza l’affitto (e altre spese)
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
Previsioni economiche: nuvole all’orizzonte
Ticino: sempre più frontalieri e sempre meno residenti
Svizzera: l’economia va bene o va male?
Gli Stati Uniti falliranno?
Ticino: siamo sempre i più poveri
120 secondi
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L’Economario – il vocabolario di economia
Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. Inflazione, PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
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Previsioni economiche: nuvole all’orizzonte
Ticino: sempre più frontalieri e sempre meno residenti
Svizzera: l’economia va bene o va male?
Gli Stati Uniti falliranno?
Ticino: siamo sempre i più poveri
In Ticino abitanti sempre più poveri
In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante
L’economia con Amalia by Amalia1978