51 appuntamenti fra spettacoli teatrali, concerti ed eventi performativi per 65 giornate di programmazione. Riassunta in cifre è questa la stagione 2020-2021 del Teatro Sociale Bellinzona che è stata presentata oggi alla stampa. Una stagione che propone un ampio ventaglio di spettacoli e di concerti destinati ai pubblici più differenziati, dalla prosa alla narrazione, dalla performance al teatro comico, dalla danza contemporanea al jazz più raffinato, intercettando tutti i gusti, da quelli più popolari a quelli più esigenti.
Sempre più un teatro svizzero di lingua italiana
Il Teatro Sociale Bellinzona si definisce un teatro svizzero di lingua italiana. Un teatro cioè consapevole di operare in un contesto culturale italiano, ma consapevole anche che questa appartenenza non basta da sola a definire l’identità del suo pubblico: essa infatti è determinata anche dal suo essere svizzero, dal partecipare cioè ad un comune spazio identitario che è naturale, sociale, politico ed economico sì, ma anche culturale.
Essere un teatro svizzero di lingua italiana è un processo continuo che passa in primo luogo attraverso le nostre produzioni: sono ben sei quelle che proponiamo in questa stagione. Fra queste spiccano tre nuove produzioni. Si tratta di “Frankenstein, autoritratto d’autrice” di Margherita Saltamacchia tratto dai testi di Mary Shelley (debutto il 22 ottobre), di “L’epidemia” di Agota Kristof diretto da Alan Alpenfelt (3 dicembre) e di “Olocene” di Max Frisch per la regia di Flavio Stroppini, spettacolo interpretato da Margherita Saltamacchia e Rocco Schira (prima assoluta il 20 aprile). In stagione ci sono poi tre riprese dalle stagioni precedenti di spettacoli prodotti dal Teatro Sociale Bellinzona: “Natasha ha preso il bus” (8 novembre), “Il dolore” (28 gennaio) e lo spettacolo che sta diventando un po’ la bandiera del nostro teatro, “Il fondo del sacco” con Margherita Saltamacchia e Daniele Dell’Agnola (6 marzo). Queste tre produzioni sono anche impegnate in tournée.
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Pur nella diversità di dimensioni, di obiettivi e di temi trattati, sempre le nostre produzioni hanno in comune una forte relazione con il territorio di riferimento del nostro teatro. Che si declina in due modi: da un lato con scelte tematiche che coinvolgono e interrogano direttamente il nostro pubblico, dall’altro con il prioritario e convinto ricorso ad autori, registi, attori e tecnici del territorio.
In questa stagione grande attenzione, in particolare attraverso le nostre produzioni, è posta sugli autori svizzeri, che siano ticinesi o di lingua tedesca o francese. Così in programma troviamo dato da un lato a Plinio Martini (“Il fondo del sacco”) e autori ticinesi contemporanei quali Flavio Stroppini (“C’era una volta la tempesta” e “Semplici parole”), Sara Rossi Guidicelli (“Natasha ha preso il bus”), Gianluca Grossi (“La città”) e Marino Cattaneo (“Gallerie”). Dall’altro proponiamo all’attenzione del nostro pubblico, in un’ottica di necessario dialogo interculturale, il lavoro di scrittura di importanti autori della Svizzera tedesca e della Romandia, come Friedrich Dürrenmatt (“La vedova Socrate” e “Die Panne”), Max Frisch (“Olocene”), Agota Kristof (“L’epidemia”) o l’espatriato ticinese Pierre Lepori (“Klaus Nomi Projekt”).
“Ipotesi Anno Zero”: una rassegna su come il virus cambia le nostre vite (o forse no)
La stagione 2020-21 del Teatro Sociale Bellinzona è come sempre attenta all’attualità. In particolare non si poteva non proporre una prima, parziale riflessione sull’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e ancora stiamo vivendo. Nel programma tematico “Ipotesi Anno Zero” s’intrecciano spettacoli e performance pensati durante il lockdown o subito dopo e altri che, pur essendo stati realizzati prima, sono in grado di gettare una luce originale e significativa su questo strano tempo.
Perché “Ipotesi Anno Zero”? Perché per alcune settimane la scorsa primavera, chiusi nelle nostre case, il mondo ci è parso irriconoscibile, straniante, capovolto. Ci è bastato questo cambio di percezione per dirci che nulla sarà più come prima. Come se l’umanità fosse ad un nuovo Anno Zero da cui poter ripartire. Ma siamo davvero ad un nuovo inizio? E se sì, di cosa? Se per Shakespeare il mondo è un palcoscenico, allora la risposta possiamo cercarla a teatro. È quello che ci proponiamo di fare, attraverso una rassegna trasversale composta da 13 titoli che ci interroga sull’impatto del virus sulle nostre vite.
“L’epidemia” ci ha reso tutti protagonisti di uno strano, a tratti crudele spettacolo di teatro dell’assurdo. Goffamente ci siamo distanziati l’uno dall’altro: è il tema di “Palimpsest Bellinzona” concepito da Nicole Seiler in piena pandemia, ma in fondo anche di “Book is a Book is a Book”. Durante il lockdown abbiamo fatto l’esperienza dell’isolamento, del confino (“White Rabbit Red Rabbit”), tanto che ci è venuto naturale ripensare un po’ a sproposito alle condizioni di vita in guerra (“Il dolore”). Abbiamo sentito sgretolarsi il nostro vivere sociale (“La città”) e questo, come per il Gori protagonista del romanzo “Il fondo del sacco”, ci ha fatto avvertire uno struggente bisogno di comunità.
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Ora come il topolino della favola “Il Gruffalò” intuiamo che siamo noi a generare gran parte dei mostri di cui siamo vittime, e cerchiamo con la ragione un linguaggio comune per pensare un futuro migliore (“Semplici parole”). Così il virus ci ha rivelato che la nostra società non ha ancora capito come rapportarsi con gli anziani, con i loro bisogni (“Natasha ha preso il bus”) ma anche con i loro desideri (“Romeo e Giulietta”). Ed è forse a partire dal loro sapere che possiamo immaginare l’utopia di un domani migliore, nel quale uomo e natura sono in rispettoso equilibrio (“Olocene”). L’unica certezza per oggi è che vogliamo tutti ricominciare, ridando colore al teatro e alla vita, magari con un sorriso (“Ghe riSam”).
“Dürrenmatt 30|100”, un doppio significativo anniversario
Un altro focus tematico della stagione 2020-2021 del Teatro Sociale Bellinzona è quello denominato “Dürrenmatt 30 |100” e dedicato a Friedrich Dürrenmatt, nato il 5 gennaio 1921 a Konolfingen e morto il 14 dicembre 1990 a Neuchâtel. In poche settimane a cavallo fra il 2020 e il 2021 si celebrano così due importanti anniversari: i 100 anni dalla nascita e i 30 anni dalla scomparsa di uno degli uomini di cultura più significativi che la Svizzera abbia mai espresso.
L’occasione doveva essere colta per ricordarne l’opera. Lo facciamo in collaborazione con la Biblioteca Cantonale di Bellinzona: assieme proponiamo una serie di eventi che riflettono il carattere originale, poliedrico e attuale della scrittura di Dürrenmatt, con un’attenzione particolare per la sua produzione teatrale. Due sono gli spettacoli ospitati in questo ambito al Teatro Sociale: “La vedova Socrate” di Franca Valeri, tratto da “La morte di Socrate” di Dürrenmatt e interpretato da Lella Costa (25 novembre), e “Die Panne”, allestimento in lingua tedesca del Theater Orchester Biel Solothurn TOBS (22 dicembre).
La grande prosa contemporanea a “Chi è di scena”
La spina dorsale della stagione del Teatro Sociale Bellinzona è costituita come sempre dalla rassegna in abbonamento “Chi è di scena”, dedicata alla prosa. Nella stagione 2020-2021 essa presenta sette spettacoli tutti molto attenti alla sensibilità e al gusto del pubblico di oggi: in cartellone troviamo infatti da un lato quattro testi contemporanei (“Le verità di Bakersfield” di Stephen Sachs, “Un tram che si chiama desiderio” Tennessee Williams, “Olocene” di Max Frisch e “La menzogna” di Florian Zeller), dall’altro tre classici che offrono nell’allestimento una riscrittura registica contemporanea (“Macbettu” dal “Macbeth” di William Shakespeare diretto da Alessandro Serra, “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni per la regia di Igor Horvat e “Romeo e Giulietta” nella rilettura di Babilonia Teatri).
Da non perdere è l’apertura di stagione con “Macbettu”, uno spettacolo prodotto da SardegnaTeatro: un capolavoro assoluto, visionario, interpretato da soli uomini come nella migliore tradizione elisabettiana, materico e ancestrale, che da tre anni sta girando il mondo, ha ormai superato le 200 repliche e continua a fare incetta di premi fra i più prestigiosi. “Macbettu” è recitato in sardo con sopratitoli in italiano (un riassunto della trama è a disposizione). Negli spettacoli seguenti il pubblico potrà poi ritrovare dei grandi interpreti
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della scena teatrale, quali Ugo Pagliai, Paola Gassman, Mariangela D’Abbraccio, Serena Autieri, Paolo Calabresi, Marina Massironi e molti altri che faranno vivere momenti di profonda emozione e di sano divertimento.
Fra gli spettacoli in programma nella rassegna “Chi è di scena” ci sono ben due produzioni ticinesi: “La bottega del caffè” (spettacolo di LAC Lugano Arte e Cultura con fra gli interpreti Antonio Ballerio, Anahì Traversi e Massimiliano Zampetti) e “Olocene”, una produzione Teatro Sociale Bellinzona – Bellinzona Teatro tratta da “L’uomo nell’Olocene” di Max Frisch, diretta da Flavio Stroppini (“Kubi”, “Tell”) e interpretata da due attori di Bellinzona, Margherita Saltamacchia e Rocco Schira. “Olocene” debutterà il 20 aprile 2021, con repliche dal 22 al 25 aprile. “L’uomo nell’Olocene” è l’opera più ticinese di Max Frisch, la più affascinante forse mai scritta dal grande autore zurighese. Un testo che come tutti i classici non smette di interrogarci sul presente.
Per la maggior parte degli spettacoli inseriti nella rassegna di prosa sono previsti incontri con la compagnia al termine della rappresentazione e/o introduzioni prima dello spettacolo a cura di Demis Quadri, docente di teoria e storia del teatro all’Accademia Teatro Dimitri di Verscio.
I mattatori della risata in “com.x”
Anche la rassegna di teatro comico in abbonamento “com.x” porta sul palco del Teatro Sociale Bellinzona alcuni interpreti molto amati dal pubblico, veri maestri della comicità teatrle di qualità. Si comincia il 25 novembre con un’attrice molto amata dal pubblico di Bellinzona, Lella Costa, che si propone in “La vedova socrate” di Franca Valeri, un vero e proprio passaggio di testimone generazionale. Poi, il 9 dicembre, è il turno del nuovissimo spettacolo di Ale & Franz, attesissimi nel loro ritorno a teatro (“Ghe riSam”).
Il cartellone comico in abbonamento prosegue poi con altri grandi mattatori della risata come Natalino Balasso (“Dizionario Balasso”, 21 gennaio), Maurizio Lastrico (“Nel mezzo del casin di nostra vita”, 6 febbraio) e Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio (“Amore mio aiutami”, 9 marzo). In mezzo, fuori abbonamento, due date della commedia dialettale “Se la va la gh’ha i röd” della Compagnia Flavio Sala (20 e 21 febbraio).
In “Narrazioni” spazio alle produzioni ticinesi
La rassegna “Narrazioni”, oltre alla ripresa di due produzioni del Teatro Sociale Bellinzona (“Natasha ha preso il bus” per la regia di Laura Curino l’8 novembre e “Il fondo del sacco” diretto da Margherita Saltamacchia il 6 marzo) e oltre a un vero maestro del teatro di narrazione qual è Marco Baliani (“Una notte sbagliata”, 3 marzo, regia Maria Maglietta) ha in cartellone due debutti di spettacoli ticinesi: “Socrate e la sabbia” di e con Ferruccio Cainero e Lorenzo Manetti (17 ottobre) e “C’era una volta la tempesta” di Flavio Stroppini con Matteo Carassini (15 dicembre), affascinante intreccio fra “La tempesta” di William Shakespeare e una misteriosa vicenda di pirati sul Lago Maggiore.
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Flavio Stroppini è presente in cartellone pure con una originale performance realizzata in coproduzione con il nostro teatro: si tratta di “Semplici parole” che va in scena per 5 ore il 14 gennaio e viene trasmessa in streaming. In essa Stroppini cerca di ricostruire la storia di una serie di parole significative e come queste abbiano cambiato pelle in questi tempi di pandemia. Per raccogliere le parole più significative di questo periodo Stroppini si affida alla comunità di Bellinzona, interrogandola via social media ma anche con una bancarella al mercato del sabato.
Con “Altri percorsi” le proposte più profilate e fuori formato
“Altri percorsi” è la rassegna più profilata della stagione del Teatro Sociale Bellinzona, con proposte spesso fuori formato e rivolte ad un pubblico particolarmente curioso. Spiccano innanzitutto due nuove produzioni del Teatro Sociale Bellinzona.
Il 22 ottobre è in programma la prima assoluta di “Frankenstein, autoritratto d’autrice” di Margherita Saltamacchia dai testi di Mary Shelley, con la stessa Margherita Saltamacchia e Christian Zatta alla chitarra elettrica: uno spettacolo in cui il tema della creazione e quello della morte si intrecciano come lo erano nella vita di Mary Shelley.
Il 3 dicembre altra prima assoluta di una produzione Teatro Sociale Bellinzona: nell’ambito delle manifestazioni per sottolineare il ventesimo della Fondazione Sasso Corbaro debutta nel primo allestimento in italiano “L’epidemia”, testo teatrale di Agota Kristof recentemente edito da Casagrande di Bellinzona. La regia di Alan Alpenfelt propone questo testo dalle venature buffe, da teatro dell’assurdo, in forma di lettura scenica con Francesca Mazza, Margherita Saltamacchia, Gabriele Ciavarra e Rocco Schira.
Il 18 novembre arriva invece a Bellinzona, in collaborazione con il Theater Chur, il fenomeno teatrale dell’ultimo decennio: “White Rabbit Red Rabbit” dell’autore iraniano Nassim Soleimanpour. Il copione prevede che sul palco ci sia un’attrice o un attore che non conosce nulla dello spettacolo, lo interpreta per la prima e unica volta e ha avuto la proibizione di cercare informazioni: il testo gli viene consegnato in busta sigillata di fronte al pubblico. Si va in scena senza prove, senza indicazioni di regia: il qui e ora nella sua massima espressione. Finora “White Rabbit Red Rabbit” è stato rappresentato oltre mille volte in più di 30 lingue. A Bellinzona vede protagonista Margherita Saltamacchia.
Con l’installazione sonora e coreografica geolocalizzata “Palimpsest Bellinzona” la celebre coreografa svizzera Nicole Seiler ha escogitato un dispositivo che ricrea il legame, rotto dal lockdown, fra interpreti, teatro e pubblico. L’installazione è disponibile liberamente per tutta la stagione, ogni giorno, 24 ore su 24, ma soltanto nelle immediate vicinanze del Teatro Sociale. Per fruirne occorre scaricare gratuitamente l’app di Palimpsest sul proprio smartphone. A “Palimpsest Bellinzona” hanno partecipato fra gli altri Camilla Parini e Margherita Saltamacchia.
In “Altri percorsi” da segnalare ancora le ultime produzioni di due realtà ticinesi che il Teatro
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Sociale Bellinzona segue e accompagna con interesse da tempo. Trickster-p di Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl, affermati ormai da diversi anni a livello internazionale, tornano a Bellinzona per proporre “Book is a Book is a Book” negli spazi della Biblioteca cantonale (dal 29 al 31 gennaio). Dal canto suo il Collettivo Treppenwitz è probabilmente la più interessante realtà emergente ticinese delle ultime stagioni: il 24 marzo arriva al Teatro Sociale con il suo nuovo lavoro “Kiss! (Loving kills)”, sorta di antitesi al precedente spettacolo, il fortunato “L’amore ist nicht une chose for everybody (Loving kills)”.
Due spettacoli “Swiss made” e due nella rassegna “Danza”
Come ormai tradizione il Teatro Sociale Bellinzona ospita anche degli spettacoli provenienti dalle altre regioni linguistiche del Paese. Quest’anno due sono i titoli che compongono il cartellone “Swiss made”. Dapprima il 26 novembre ci fa particolarmente piacere ospitare per la prima volta in Ticino un lavoro di un autore e regista ticinese ma da tempo residente in Romandia: è “Klaus Nomi Projekt” di Pierre Lepori, noto anche per essere scrittore, storico del teatro e giornalista culturale per Rete2. Il 22 dicembre poi il Theater Orchester Biel Solothurn presenta “Die Panne” di Friedrich Dürrenmatt (in tedesco).
Il cartellone di danza è proposto in collaborazione con la tradizionale Festa danzante e svuota la platea per utilizzarla come suggestivo e originale spazio scenico. Il 6 maggio Alessia Della Casa porta a Bellinzona il suo ultimo lavoro “Dansonongraphy”, mentre la mattina dell’8 maggio Francesca Sproccati e il suo gruppo propongono dalle 10 alle 13 il loro esperimento performativo sul tempo “EXP: je voudrais commencer par sauter”. La sera dell’8 maggio infine largo alle danze per tutti con il tradizionale “Ballo di primavera” organizzato dagli Amici del Teatro Sociale.
Quattro appuntamenti domenicali per tutta la famiglia in “Primi applausi”
La rassegna “Primi applausi” del Teatro Sociale Bellinzona per bambini e famiglie è costituita nella stagione 2020-2021 da quattro spettacoli, che si distinguono per un linguaggio scenico contemporaneo, in grado di entrare in relazione con i ragazzi di oggi. Fra le proposte attesissimo è il musical “Il Gruffalò” che è pronto ad entusiasmare il pubblico dei più piccoli… e non lascerà indifferenti nemmeno i grandi (20 dicembre).
“Jazz folk & pop” con 13 concerti fra canzone d’autore, jazz e folk
Variegato come sempre l’ampio cartellone di “Jazz folk & pop” con i suoi 13 concerti. In programma alcuni nomi importanti della scena musicale italiana a cominciare dall’energico pianista Antonio Faraò con il suo trio (23 novembre), poi il coinvolgene Ambrogio Sparagna con l’Orchestra popolare italiana (16 gennaio), la sorprendente ed eclettica Karima (20 gennaio), l’intramontabile e raffinata Alice impegnata sul repertorio di Franco Battiato (19 marzo), per finire con i Trenincorsa, in un concerto al Teatro Sociale che segna una sorprendente reunion (26 marzo).
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Il cuore di “Jazz folk & pop” è però costituito da una serie di concerti di artisti e band ticinesi che sono particolarmente attesi dal loro pubblico e che fanno del Sociale un punto di riferimento irrinunciabile per la musica di casa nostra nella prossima stagione: dopo i The Vad Vuc è il turno di Sebalter (9 e 10 ottobre), Nadia Gabi & le Due nel cappello (24 ottobre), Danilo Boggini feat. Flavio Boltro (20 novembre), Daria, Mattia e Marco Zappa (4 dicembre) e l’artista di casa Raissa Avilés che si propone con un nuovo progetto non solo musicale che sorprenderà chi la ricorda in “Verso Suelto” (29 aprile).
Spazio anche alla musica popolare con i Vent Negru che per il nostro concerto natalizio propongono il loro programma “Viaggio a Betlemme” (19 dicembre) e poi all’inossidabile trio di Roberto Maggini, Pietro Bianchi e Duilio Galfetti (10 gennaio).
Norme di protezione covid-19
Queste in sintesi le disposizioni del piano di protezione covid-19 del Teatro Sociale Bellinzona:
– In tutto il Teatro Sociale vige l’obbligo di portare la mascherina per tutta la permanenza all’interno dell’edificio, anche durante lo spettacolo;
– I posti possono essere tutti occupati;
– Tutti gli spettatori vengono registrati per il tracciamento;
– Bar e guardaroba restano chiusi;
– Accessi differenziati per settori fin dal piazzale antistante il Teatro.
Il piano di protezione completo è disponibile al link http://teatrosociale.ch/amici/pubblicazioni/piano-di-protezione-covid-19
Informazioni, biglietti e abbonamenti
I biglietti per tutti gli spettacoli e gli abbonamenti della stagione 2019-2020 del Teatro Sociale Bellinzona sono in vendita a partire da venerdì 1. ottobre presso l’Ufficio turistico di Bellinzona, sportello di Palazzo municipale, tel. 091 825 48 18. I biglietti possono anche essere acquistati con supplemento presso tutti i punti vendita Ticketcorner o dal sito www.ticketcorner.ch.
Gli abbonamenti sono disponibili in due modalità. Quelli per gli spettacoli delle rassegne “Chi è di scena” e “Com.x” sono a posto e a data fissi. Chi invece desidera un abbonamento flessibile può optare per il pratico e conveniente Ottovolante, che dà accesso ad otto spettacoli a libera scelta del titolare ed è valido un anno a partire dalla data di emissione.
Il programma generale della stagione e il pratico calendarietto riassuntivo sono ottenibili presso l’Ufficio turistico di Bellinzona e presso numerosi altri punti di distribuzione in Ticino, nonché al Teatro Sociale in occasione degli spettacoli. Tutte le informazioni si trovano anche sul sito www.teatrosociale.ch costantemente aggiornato. Per informazioni attuali si rimanda anche alla pagina facebook del Teatro Sociale Bellinzona.