Il nostro scritto sarà evaso per il Consiglio di Stato, il Dipartimento Istituzione e la Divisione giustizia, ma l’inefficienza delle ARP rimane, e a farne le spese sono i bambini… È giustizia questa?
Lugano 2 aprile 2020
Signori Consiglieri di Stato
Signori/e Gran Consiglieri/e
Signori/e Sindaci/che e Municipali
Signori Presidenti dei partiti rappresentati in Gran Consiglio
Torniamo sui nostri scritti del 22 marzo “Abusi da Coronavirus” e 27 marzo “Con l’auto-assoluzione e la negazione di responsabilità non si risolvono i problemi delle ARP” per esprimere tutta la nostra delusione per l’attenzione sinora ricevuta.
Ad oggi, a parte un solo membro del Gran Consiglio che ci ha comunicato di condividere le nostre critiche e promesso di attivarsi all’interno del suo partito, abbiamo ricevuto solo la comunicazione dalla Direttrice della Divisione Giustizia che poiché questi sono giorni difficili e il normale assetto non può essere garantito, reputa: a nome di Consiglio di Stato, Dipartimento istituzioni e Divisione giustizia il vostro scritto evaso.
Conoscendo la direttrice come persona gentile e disponibile dubitiamo molto che il reputare evaso il nostro scritto sia tutta farina del suo sacco.
Per noi, dietro c’è lo zampino della Direzione del Dipartimento Istituzioni che si defila dalla sua responsabilità per l’inerzia dimostrata per tanti anni nell’affrontare la riorganizzazione delle ARP.
Il nostro scritto sarà evaso per loro, ma l’inefficienza delle ARP rimane, e a farne le spese sono i bambini…
È giustizia questa?
La domanda la rivolgiamo a tutti, non solo al Consiglio di Stato
Fino a quando volete rimanere indifferenti ad appelli come il seguente?
Tristan, 46 anni
(un contributo apparso su Ticino7, allegato del venerdì nelle pagine de laRegione.)
«‘La madre si occuperà dell’educazione e della cura, il padre di pagare gli alimenti’: questo ha scritto il giudice, dopo la separazione. Noi che dividevamo tutto, cura, alimenti, educazione. Io che ero pronto a lavorare di meno per continuare a occuparmi dei miei figli la sera, mentre lei lavorava». Tristan è stato sposato, ha avuto due figli; a turno si occupavano dei bambini. Poi si sono separati. La legge non prevede l’affido condiviso: i genitori devono mettersi d’accordo, altrimenti chi lavora meno tiene anche i bambini.
È arrabbiato, Tristan (nome di fantasia), ma mentre parla tiene la voce dolce. «Prima preparavo la cena e mettevo a letto i bimbi quasi tutte le sere. Ora ho il diritto di visita una sera a settimana, un weekend su due e mi sento un bancomat. La legge mi ha imposto un accordo che rispecchia un modello familiare che non mi appartiene: la mamma sta a casa, educa e cura, il papà guadagna. Più volte ho dovuto chiamare la polizia per vedere i miei figli: lei è stata ammonita, ma è come se io non avessi diritti. Non posso pretendere che me li passi al telefono, non posso fare niente se mi dice: ‘Questo weekend stanno con me’. Devo mantenere i miei ragazzi, la loro casa, lo stesso standard di vita della madre. Io vorrei lavorare meno e tenerli di più, ma non posso perché devo pagare affinché lei se ne occupi. E non mi resta molto per fare le attività che vorrei con loro. Dovremmo unirci, perché ci sono molti padri nella mia condizione, anche se quelli che conosco o si sentono in colpa oppure ritengono giusto che le finanze ricadano sul padre e l’educazione sulla madre: la maggior parte subisce questa situazione fuori dal tempo».
Fino a quando non volete attivarvi per dotare le ARP:
• Delle giuste risorse umane
• Della giusta preparazione professionale
• Della giusta predisposizione personale al diritto di famiglia
• Di un coordinamento e uniformità nelle decisioni
E fare in modo che vengano promossi la mediazione e l’affido condiviso?
Soluzione che esperienze pluriennali in paesi esteri dimostrano tutta la loro efficacia per la crescita sana ed equilibrata dei bambini!
Gli strumenti per intervenire li avete tutti, e le istituzioni preposte funzionano anche in questo momento straordinario.
Altri temi, oltre a quelli conseguenti la pandemia vengono affrontati, e decisioni vengono prese dalle istituzioni che rappresentate. Quindi vi potete occupare anche della riorganizzazione delle ARP!
La prova?
Il 23 marzo l’Associazione Famiglie Monoparentali con un comunicato ha chiesto indicazioni per come gestire i diritti di visita dei figli e i padri separati. Domanda sacrosanta alla quale fino ad oggi nessuno ha risposto…. E son passati 10 giorni
A noi hanno risposto che, poiché questi sono giorni difficili e il normale assetto non può essere garantito, reputano: a nome di Consiglio di Stato, Dipartimento istituzioni e Divisione giustizia il nostro scritto evaso.
Per contro, ieri (1° aprile) il Tribunale federale ha pubblicato la decisione di respingere tutti i ricorsi contro la tassa di collegamento.
Tempo poche ore, a conferma che se si vuole, le istituzioni funzionano non solo per risolvere i problemi del virus, tutti i presidenti di partito hanno preso posizione, e in serata anche il Consiglio di Stato ha preso posizione, comunicando che in ogni caso la tassa non sarà retroattiva.
La differenza tra i due temi?
La tassa di collegamento entrerà in vigore tra qualche mese, dopo un iter democratico abbastanza lungo in cui ci sarà la possibilità di apportare dei correttivi. Quindi non è un tema urgente.
I Diritti di visita invece sono per oggi! E non si recuperano!
Il Presidente di Gastro Ticino in una intervista ha detto:
“Non è corretto lasciarci in balia delle onde solo perché siamo in piena burrasca”
Con i DDV è esattamente ciò che sta succedendo, e tutti giocano a scaricabarile.
In una interessante intervista su TIO il virologo Pregliasco spiega perché il ritorno alla normalità richiederà tempi lunghi (https://www.tio.ch/ticino/attualita/1429084/italia-cantone-aprile-inizio-maggio-scuole-stretta)
Un motivo in più per non aspettare, e affrontare la riorganizzazione delle ARP oggi, anche se siamo in piena burrasca.
Non stiamo ad elencarvi i passi da seguire, sappiamo che li conoscete……da anni !!
Ma ribadiamo l’invito:
Facciamo del Coronavirus un’opportunità per i diritti alle relazioni personali dai bambini con ambedue i loro genitori!
Non accontentiamoci di essere solidali con gli over 65 e fare la spesa per loro….
Noi siamo per i diritti dei bambini e siamo pronti a darvi una mano
Nell’attesa delle vostre reazioni, ringraziamo per l’attenzione e porgiamo cordiali saluti
Per il comitato di AGNA
Le ultime news di ETiCinforma.ch