Convocati oggi i media per sentire le osservazioni degli organi direttivi che fanno capo al commercio, artigianato ed edilizia, tutti i relatori presenti si sono detti preoccupati dalla situazione economica poco favorevole, dopo il periodo nero della pandemia, ora della guerra con conseguenze importanti nell’acquisto delle materie prime, nell’aumento vertiginoso dei tassi ipotecari e nella inflazione, tutti elementi che sono da deterrente ai privati per effettuare investimenti. Prendendo spunto dal progetto FFS a Bellinzona, dove lo stesso rappresenta un lavoro per ca. 580 milioni di franchi, i rappresentanti delle categorie citate hanno affermato che faranno molta attenzione ai vari appalti, che tengano presente le materie prime cantonali come anche le aziende del territorio. Sapendo che il lavoro da noi ha costi più elevati che all’estero, si sottolinea che comunque le FFS sono azienda pubblica, che usa dunque soldi dei contribuenti ed è corretto se questi soldi rientrassero nella aziende ticinesi, nel limite del possibile. Sarà data anche molta attenzione ai vari contratti di lavoro e che chi ci lavora in questo progetto abbia salari e condizioni di lavoro, non da ultimo di sicurezza, conformi alla legislazione in materia. La SSIC-Ticino ha anche affermato che ha appaltato lavori per sue infrastrutture per dare il buon esempio. Ha pure affermato il loro dirigente che se lo Stato non dovesse appaltare lavori importanti, le riserve in opera si stanno esaurendo e come conclusione dovranno le varie aziende intervenire sui loro organici.
Proprio in momenti come questi lo Stato deve investire anticiclicamente, per garantire il lavoro e che l’economia tenga il passo come le necessità di tutto il settore. Si è toccato anche le conseguenze del Decreto Morisoli che potrebbe essere un motivo per le autorità di fermare gli investimenti. Ricordano i relatori che il decreto Morisoli interviene presso il contenimento della spesa e non verso gli investimenti. Un monito all’autorità politica di non interpretare questo decreto come scusa per frenare anche gli investimenti.
Di fatto proprio in ottica del nuovo progetto FFS dal costo di 580 milioni di franchi, di cui 100 versati dal Cantone e 20 dalla città di Bellinzona, gli attori hanno dichiarato che saranno come “mastini” per difendere le aziende e i lavoratori sul territorio.