PREMESSA
Non è tanto ora che preoccupa, anche perché adesso vi è di mezzo la salute pubblica e di ognuno, per cui le priorità vanno in questa direzione. Diciamo pure che il Governo Ticinese, dopo qualche tentennamento, ha iniziato a decidere e a proporre, obbligare, soluzioni forti e valide: stare tutti a casa, chiudere ogni impresa che non fosse di primaria necessità, garantire approvvigionamento alimentare a tutti, servizi a domicilio per persone oltre i 65 anni, e via dicendo. Soluzioni puntuali che hanno di certo aiutato a non intasare gli ospedali, oberati di lavoro e quasi allo stremo. Diciamo che invece di criticare, come molti porta bandiere di partiti o solo gente con tanta voglia di visibilità per loro motivi privati , sarebbe meglio seguire alla lettera le indicazione del Governo. Decidere in questa situazione di non conoscenza del nemico, è un operazione assai difficile e diamo merito a questi signori di aver fatto in loro coscienza il meglio per noi popolo. Che Dio dia loro la necessaria benedizione per resistere e continuare a fare il nostro bene. Il tempo delle critiche, se critiche dovranno essere, lasciamolo a dopo.
CONSIDERAZIONI ECONOMICHE
Naturalmente i governanti stanno anche valutando interventi economici immediati, per garantire a tutti uno stipendio e agli imprenditori che hanno chiuso i fondi necessari per poter vedere la luce nel dopo Virus. Una nostra considerazione attuale è d’obbligo: che le grandi ditte si accappieranno il boccone grosso di questi finanziamenti, un po’ ci dà fastidio. Sono quelle grandi ditte che hanno mezzi a sufficienza per sopportare momenti difficili, ditte poi che per la maggior parte impiegano anche personale non residente , e qui potremmo aprire una grande finestra, che non è il luogo ne il momento di farlo. Pensiamo poi ai grossi gruppi alimentari, che certo tenendo aperto fanno un servizio alla popolazione, pensiamo ai loro dipendenti con tanto affetto, ma le dirigenze che aumentano i prezzi e per portare a casa si fanno lautamente pagare. Ci aspettavamo da queste ditte almeno la consegna gratuita a quella cerchia di persone che avrebbero difficoltà a recarsi personalmente a fare la spesa. Ma sappiamo tutti che in questi momenti a fronte di una ampia frangia di popolazione che soffre, vi sono pochi che “cavalcano” la situazione garantendosi monopolio e lauti guadagni. Per cui non santifichiamo questi grandi gruppi, e ringraziamo i loro dipendenti che giornalmente sono a contatto con persone, anche arroganti e incomprensive, rischiando del proprio e facendo enormi sacrifici anche a livello famigliare e privato. Arriviamo poi a quella categoria in estrema difficoltà, parliamo dei piccolissimi commercianti di paese, che a confronto nella vita normale con i grandi magazzini, ora lo sono ancora di più. Obbligati a chiudere, per decreto governativo, si interrogheranno sul dopo. Il dopo non potrà essere florido, se le autorità cantonali, ivi sindacati, si chinino anche su questa categoria di lavoratori, la più debole e indifesa. Neppure i sindacati, che tanto appaiono in televisione in questi tempi, sembra loro interessare queste piccole entità, forse anche perché non a loro affiliati. Gente che già dieci anni fa, durante la crisi creata dal sistema capitalista e bancario (non dimentichiamocelo mai) , per salvare capra e cavoli, hanno ipotecato in misura importante la loro abitazione primaria, per garantire il loro stipendio, minimo per la verità, e quello del loro unico collaboratore che è sposato e abita nel paese stesso. Questi piccoli imprenditori, importantissimi per la vita sociale nei vari paesi, non vedono una via d’uscita, se non il fallimento e la chiusura della loro attività. Persone magari oltre i 50 anni, per cui non raccontiamoci barzellette, di difficile collocazione lavorativa. E visto che stiamo nel tema delle barzellette, non fateci vedere le banche come le salvatrici di chissà cosa; daranno prestiti facilitati, facendo comunque pagare interessi per il piacere fatto. E di certo passeranno alla cassa a fine virus, dissanguando questi poveri piccoli imprenditori, ammesso che a loro abbiano concesso questo piacere di indebitarli ulteriormente. Certo perché al piccolo chiederanno garanzie, ma se le loro abitazioni primarie sono già ipotecate al massimo, difficilmente questi istituti di benefattori concederanno loro un aiuto. Dobbiamo a loro una grande solidarietà, e quando sarà tutto finito, ricordarci di loro, e anche se costerà qualcosina in più cercare di rifornirci da loro… anche perché di certo, in questo momento di grande instabilità, loro danno comunque una mano alla loro gente vicina di casa.
ETC VICINA AI PICCOLI COMMERCIANTI, COME? Ve lo spieghiamo…
Con la nostra rivista cartacea, numero 19 (giugno 2020), vogliamo dedicare tre pagine gratuitamente a loro. Come?. Regaliamo a loro un quarto di pagina per la loro pubblicità, tre pagine sono 12 commerci che devono rispecchiare alcune caratteristiche. Devono essere ditte individuali, avere al massimo due collaboratori residenti nel cantone, e almeno un apprendista residente. Noi ci fidiamo di voi, basta che ci scrivete per posta elettronica al nostro indirizzo associazione.etc@gmail.com, indicandoci il vostro esercizio, confermandoci che siete ditta individuale e che avete nel vostro organico al massimo due collaboratori. Se oltre ai due collaboratori impiegate apprendisti residenti sarà titolo preferenziale.
Questa operazione potrebbe essere ripetuta anche per il nr 20 (agosto 2020) e nr. 21 (ottobre 2020) a dipendenza delle richieste che riceveremo. Dovrete fornirci il banner via e-mail nelle misure giuste (base 9cm x altezza 13cm).
Il nostro importo che mettiamo così a disposizione equivale a frs 2100.- per numero.
Aspettiamo le vostre inserzioni e indicazioni, nel rispetto delle coordinate che vi abbiamo elencato e che sotto riportiamo nuovamente.
La nostra azione gratuita è rivolta a:
• Imprese individuali
• Al massimo 2 collaboratori residenti oltre al titolare
• Se apprendisti in organico e residenti sarà titolo preferenziale
• Nessun aiuto ricevuto dall Stato, tipo OR, ecc.
• Indicarci nome e cognome ditta, settore di lavoro, numeri dipendenti residenti e età del titolare e dei collaboratori
• Inviare per mail il vostro banner nelle misure indicate (9x13cm)
Le prime dodici ditte che arriveranno in redazione e che soddisfano i requisiti richiesti, avranno il diritto di pubblicazione gratuita su #fattoreETC nr 19, rivista cartacea bimestrale che uscirà nel mese di giugno 2020. Le altre in ordine appariranno sui numeri seguenti come indicato, come anche su e sul sito online ETiCinforma.ch per lo stesso periodo.
ETC per un aiuto concreto al commercio locale.
Roberto Bosia, giornalista CH-Media e dir. ETiCinforma.ch & #fattoreETC
Faido, 29 marzo 2020