Se giri nei palazzi che contano, a noi poche volte ci viene voglia di presenziare, ci bastano i comunicati stampa per renderci conto che la politica non è affare di strada ma di pochi eletti. Peccato perché la strada avrebbe i voti per far capire chi vuole e chi non vuole, ma purtroppo ci sono interessi legati tra politica e strada che a volte la strada on è libera di prendere le proprie direzioni. Chiamiamo strada perché andare a fare fuori pista è lusso per pochi; o ricchi indipendenti o incoscienti. Vediamo ultimamente scandali e scandalosi, difese a priori dell’indifendibile, proclami di riprendere la politica, nomine di “ex-grandi” a cadreghe che contano (che rendono in soldi) e via dicendo . Poi prendiamo la strada verso il confine e ci rendiamo conto come il popolo è obbligato a varcare il confine per poter fare la spesa e sbarcare il lunario. Chi sbaglia, e ci stà tutto perché chi lavora sbaglia, dovrebbe chiedere scusa subito, dire cosa è accaduto e via con nuova energia. Abbiamo l’impressione che chi è al posto di comando consuma le proprie energie per difendere a spada tratta il proprio operato, ripetiamo a volte indifendibile, o per farsi il look per tentare di riconfermarsi nei posti di comando. Tutto da rifare, rien ne va plus! E noi giornalisti di strada raccogliamo tutti i malumori della gente sena poter far nulla. A volte riusciamo ad aiutare chi ci contatta a volte si cozza contro un potere impermeabile che ti lascia disarmato e.. nel fango. (ETC/rb)