Il miracolo è arrivato, non tanto come un fulmine a cielo sereno, ma un po’ era nell’aria. Animale sacrificale una ex decaduta del grande calcio, l’Inghilterra. Abbiamo visto come i giocatori islandesi, tutti blu e galvanizzati abbiano fatto la partita, abbiano corso come forsennati, sul campo tutti protesi all’unità di nazione all’orgoglio di appartenenza. Un fazzoletto di terra dove i pinguini hanno la meglio, si sono trasformati in calciatori, e che calciatori, tutti animati dall’orgoglio di giocare per una maglia. Sono finiti ai quarti di finale alla loro prima apparizione e le sorprese non saranno finite. Ora affronteranno i padroni di casa, non certo irresistibili, ma sempre padroni di casa che di certo qualche vantaggino lo otterranno sul campo. Ma tanté, avete visto alla fine l’emozione dell’impresa storica ocmpiuta, questa è gente che vale, sono eroi nazionali. Ora rapportiamo alla realtà della nazionale di casa nostra e ci cadono le braccia. Le dichiarazione di alcuni giocatori per intenerire le pillole amare. Un allenatore che prima dell’Europeo ha voluto firmare un contratto di oltre due anni indipendentemente dai risultati. I nostri dirigenti sono dei “pedri”. Ora di finirla di farci mettere i piedi in faccia da gente che di rossocrociato ha solo il passaporto per opportuunismo e non certo per amore di maglia. Lo si è visto sul campo; un giocatore dopo 4 partite fa il suo tiretto spettacolare, l’alttro fa la mezza “fighetta”, l’allenatore sfrutta la situazione economica e non vuole che si mettano paletti per il rinnovo. E come sempre invece di festeggiare con orgoglio, ci lecchiamo le ferite. Ma allora meglio uscire subito ma con gente che si danna per la maglia e che la svizzera coe nazionel’hanel suo DNA. Tutto il resto sono storie e la conseguenza di questo stato di cose è che la nostra Nazionale farcita di talenti sportivi, perché forti sono forti questo è indubbio, si leccherà sempre l’anima perché a un certo punto l’attaccamento alla maglia è il valore aggiunto e noi, ci spiace, questo valore aggiunto non lo vediamo. Peccato. Ma che sia finalmente un monito per la dirigenza a smetterla di regalare soldi a chi della Svizzera poco ne importa anche se proprio tutti questi personaggi dovrebbero a maggior ragione essere attaccati a questa Nazione.
Una cosa bella la riconosciamo; il popolo dei tifosi esprime un grande senso di Nazione e di unità e questo lo dobbiamo dire. Siamo tutti raccolti, noi tifosi, per questa maglia che ci fa sognare e poi sul più bello ci delude, ma poi ritornimo a tifare Svizzera perché noi nel nostro cuore la nostra Nazione la adoriamo ….