Numerosi sono i temi emersi, economici, politici e sociali, come è consuetudine durante l’assemblea annuale del settore primario ticinese tenutasi a Maggia, con la partecipazione delle autorità ticinesi. Un’istantanea dell’anno trascorso, di quello in corso e delle sfide in vista, cantonali e nazionali. E un’attenzione al fattore meteorologico.
La 79ma Camera cantonale dell’agricoltura si è tenuta nella cornice verde dell’Istituto scolastico della Bassa Vallemaggia ai Ronchini di Aurigeno, a cui hanno partecipato una settantina di delegati dei 33 enti affiliati all’Unione Contadini Ticinesi (UCT) oltre ai vari partner e autorità, tra cui anche il “padrone di casa” ovvero il Sindaco di Maggia Andrea Sartori che ha rimarcato la vicinanza del suo Comune al settore primario. Nel suo discorso iniziale, il presidente dell’UCT Omar Pedrini ha toccato numerosi temi cantonali e nazionali, poi ripresi dai vari ospiti presenti.
Il Primo cittadino del nostro Cantone, Michele Guerra, ha rimarcato diversi progetti che l’UCT sta portando avanti con successo in Ticino e ha sottolineato come l’UCT in questi anni sia “diventato un punto di riferimento e un partner importante per la politica per tutti i temi inerenti l’agricoltura”. Il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta ha sottolineato come il primario sia un settore economico fondamentale “duro ma autentico” e confrontato con numerose sfide. Il lupo è un problema, ha dichiarato, riconoscendo che “la Confederazione sta finalmente muovendosi” seppure non tutte le decisioni di Berna sono praticabili e adatte al nostro Cantone, ecco perché “come Conferenza dei governi dei cantoni alpini continueremo ad insistere affinché le peculiarità dell’arco alpino vengano riconosciute”. Da parte sua, il presidente Omar Pedrini ha invece rimarcato come il tanto promesso effetto sugli ungulati, malgrado le catture estive di cinghiali, resta sulla carta e non nei fatti: “cervi e cinghiali non sono più un problema: sono un disastro”.
Per far fronte alla chiusura di LATI è stato creato un gruppo di lavoro composto dalla Sezione dell’agricoltura, la Federazione ticinese produttori di latte, BioTicino e l’UCT che si sta concentrando sul latte in cartone, una necessità perché, come detto da Pedrini “è impensabile trasformare tutto il latte cantonale, con i suoi picchi stagionali, in prodotti caseari”.
La Camera è stata inoltre l’opportunità per il segretario agricolo Sem Genini di presentare le molteplici attività dell’UCT ed il suo ruolo nella promozione del settore agricolo, dal programma didattico Scuola in Fattoria al giornale Agricoltore Ticinese fino ad arrivare al servizio di lavoro estivo per i giovani Agriviva passando ai servizi offerti agli agricoltori che si stanno potenziando in maniera rilevante, quali per esempio la fiduciaria e stime e il settore assicurativo. Senza dimenticare la promozione del Marchio Ticino regio.garantie e la collaborazione con alpinavera. In aggiunta a ciò ha riassunto le prese di posizione e i ricorsi ancora pendenti dell’UCT. Ha infine riportato che in numerosi gruppi di lavoro federali organizzati dall’Ufficio federale dell’agricoltura si stanno gettando le basi per la politica agricola PA2030, che prevede il passaggio da una politica strettamente agricola ad una agroalimentare globale. Gli obiettivi principali condivisi sono il miglioramento delle prospettive economiche delle famiglie contadine, la riduzione degli oneri amministrativi e il miglioramento della sostenibilità della produzione alimentare nazionale. L’attuale sistema di pagamenti diretti inoltre è troppo complesso e deve essere semplificato, lasciando maggiore autonomia e responsabilità propria alle famiglie contadine svizzere.
La Camera ha inoltre approvato all’unanimità una risoluzione, proposta da parte della Federviti cantonale tramite il suo presidente Davide Cadenazzi, e sostenuta altresì dall’Interprofessione della vite e del vino ticinese, all’attenzione del Governo ticinese e di tutti i Comuni del nostro Cantone. “Sembra un’ovvietà” ma le forti piogge dell’ultima settimana hanno purtroppo mostrato per l’ennesima volta come le finestre di bel tempo sono al di fuori del controllo umano e serve una maggiore consapevolezza da parte della popolazione sulla necessità di lavori agricoli in momenti sensibili, come nei giorni festivi, alla mattina ed alla sera. La protezione fitosanitaria applicata nei momenti più sensibili previene infatti importanti perdite economiche e riduce il numero dei trattamenti successivi necessari, ha sottolineato Cadenazzi. “Se chiediamo rispetto dobbiamo anche darlo” ha concluso Omar Pedrini, ricordando l’importanza di limitare questi lavori allo stretto necessario come spiegato nel punto 5 della risoluzione (“Si invitano gli agricoltori stessi a limitare allo stretto necessario le proprie attività in questi momenti sensibili per non arrecare ingiustificato disturbo alla popolazione residente”).
Il capo della Sezione dell’agricoltura, Daniele Fumagalli, ha colto l’occasione per affermare il suo impegno per alleggerire l’oneroso carico derivante da norme e regolamenti, confermando il suo impegno sui dossier latte e lupo che lo occupano costantemente.
A livello nazionale, per la prossimità temporale, è stato il voto del 22 settembre sull’iniziativa per la biodiversità a far parlare. Diana Fomasi in rappresentanza dell’Unione Svizzera dei Contadini ha spiegato le diverse fasi della campagna mentre Sem Genini ha sottolineato come già oggi il settore agricolo dedica il 20% delle proprie superfici alla promozione della biodiversità mentre “per legge è richiesto il 7% e gli iniziativisti ne vogliono invece il 30%, tutte su superfici agricole, senza considerare le zone di estivazione o il bosco”. Di certo le importazioni in caso di accettazioni aumenterebbero in maniera eclatante. Il rischio che la popolazione sottovaluti le conseguenze di una sua accettazione è concreto, ha continuato, invitando gli agricoltori a combattere contro questa possibilità e contro lo scoraggiamento “nel vedere iniziative bocciate con grande impegno di tutti rientrare dalla finestra come ordinanze vincolanti”. Su qualcosa tutti i presenti erano concordi, cioè sul fatto che sarà una sfida molto ardua da vincere ma che il NO all’iniziativa è uno dei temi prioritari per il settore in questo 2024 e bisognerà fare uno sforzo supplementare ed impegnarsi intensamente per raggiungerlo.
Anche i colleghi di Confagricoltura Varese, con cui l’UCT vorrebbe collaborare ancora di più di quanto fatto ultimamente, presenti con il vicepresidente Borri e il direttore Bossi, hanno fatto i loro complimenti per l’interessante assemblea e sottolineato come i problemi e le tematiche siano simili, tuttavia le soluzioni per arginarle nella vicina penisola sono molto limitate poiché la politica e le leggi non aiutano per niente il settore primario.
Sandro Rusconi, vicepresidente dell’Associazione per la Protezione del Territorio dai grandi Predatori ha presentato un riassunto della situazione lupo in Ticino e ricordato la consultazione in atto a livello federale per la revisione della legge sulla caccia. Si risponderà puntualmente facendo in particolare notare che per il Ticino l’impossibilità di proteggere le greggi è oggettiva e ampiamente diffusa e va considerata nella legge, non come accade attualmente.
La Direttiva dell’UCT si è altresì rinnovata, con l’arrivo di due giovani agricoltori, Alessio Reboldi e Giacomo Poli, in sostituzione di Giuseppe Belossi e Giorgio Dazio per raggiunti limiti d’età a cui l’assemblea ha tributato un caloroso applauso e ringraziamento per il lavoro svolto in tutti questi anni. Per concludere si è anche discusso il sostegno dell’UCT alla riforma tributaria ticinese con il pacchetto di misure fiscali in votazione il 9 giugno 2024; per le famiglie contadine anche le modifiche inerenti le imposte di successione e donazione porterebbero dei grandi vantaggi.