Un giorno commemorativo importante, dove in molte nazioni non esiste proprio la libertà di stampa ma si chiama stampa di regime. Da noi, la libertà di stampa esiste, anzi va oltre al lecito e mi spiego. Libertà di stampa è poter esprimere opinioni in maniera educata e civile, contestare e criticare atteggiamenti delle autorità, senza pertanto lenirne la loro dignità. Molti giornali, anche alle nostre latitudini abusano di questa libertà, per affondare attacchi alle persone, indegni e volgari che ne attaccano la propria individualità e quella dei loro cari. Questa non è libertà di stampa. Ma questo modo di comunicare è fatto proprio anche da molta popolazione, basta leggere i post sui socials per rendersi conto come la maleducazione imperia. Io penso che libertà di stampa arrivi fino a dove non intacca la rispettabilità delle persone e fino a dove limita la libertà del prossimo di rispondere in dignità. Dovremmo dunque far capire alle persone che libertà di stampa o comunicazione è esprimersi liberamente sui vari temi ma mai attaccare le persone. L’attacco personale è vile ed ignobile e segno di mancanza di temi da suffragare alle proprie opinioni. I nostri media, eticinforma.ch e #fattoreETC mai si lasceranno andare ad attacchi personali vili con insulti e scorrettezze indegne della comunicazione stessa, ma saremo sempre in prima fila nel denunciare temi e situazioni che a noi appaiono negative. I temi vanno discussi, democraticamente bisogna confrontarsi, con argomenti a sostegno o contrari al tema stesso, ma mai scenderemo all’insulto o ad attacchi personali, non è nel nostro DNA e ne va anche della rispettabilità del nostro impegno verso il prossimo che abbiamo assunto. Comunicare sempre e solo notizie vere, commentarle con nostri pensieri, liberi da ogni condizionamento qualunque sia e di non lasciarci mai manipolare da nessuno. Quel giorno che ci scosteremo da questi nostri assiomi, non avremo più la dignità del nostro pensiero e vivremmo male con noi stessi. Ma lo vediamo ogni giorno come in uno stato libero come il nostro la libertà di espressione sia abusata da tutti. Ritorniamo nelle righe, ritorniamo a fare opinioni e secondo le regole del buon senso, usiamo questa libertà concessaci fino a dove non limitiamo quella del prossimo. Insultare, attaccare con personalismi, specie pubblicando sui giornali questi vili scritti fa solo cattivo sangue e non serve alla crescita del popolo, il quale cresce solo con il vero e civile confronto sui temi. L’organo di controllo, in mano probabilmente a chi possiamo dubitare, lascia correre per evitare ritorsioni ad altri. No ci vuole un organo di controllo departitizzato, libero nel pensiero e di sicuro non dovrà essere manipolato. Solo così garantiremo uno stato di diritto e la civiltà dello discorrere. Noi la pensiamo così e non approveremo mai scritti anonimi o che insultano le persone scavando nella loro vita. La viltà non ci appartiene.
ETC/rb